[Recensione] Maratona di Ravenna

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Nov 122018
 

pagellaE anche per la Maratona di Ravenna Città d’Arte, è giunto il momento del mio inappellabile giudizio.

Velocità percorso: 3 Potrebbe essere un percorso velocissimo, grazie agli interminabili (e noiosissimi) rettilinei fuori città. Invece, i primi 10Km pieni di curve strette e di acciottolato sconnesso, i numerosi cavalcavia e la lunga strettoia nel Parco di Teodorico ne fanno un percorso mediamente veloce.

Bellezza percorso: 3 Anche qui, una gara a due facce: molto bello il tratto iniziale e quello finale nel centro storico; di una noia mortale quelli interminabili fuori Ravenna, con un rettilineo di 7km da percorrere nei due sensi che se la gioca a parimerito con l’infernale drittone di Sapporo nella mia personalissima classifica dei percorsi da incubo. Qui in più c’è la beffa di arrivare a due passi dal mare e…. non vederlo
Apprezzabili le band sul percorso

Pubblico: 3 Questo aspetto va di pari passo con il percorso double-face: pubblico presente e caloroso in città; deserto dei tartari altrove. Degna di nota una signora (credo straniera) vestita in modo bizzarro che ha fatto il tifo dall’inizio alla fine con la sua trombetta spostandosi lungo il percorso: personalmente l’ho incontrata cinque volte in posti diversi! 

Assistenza: 3 Non avendo usufruito di deposito borse spogliatoi e docce, il mio giudizio è forzatamente parziale. Direi che ha funzionato tutto, ad eccezione del gran caos in fase di partenza: probabilmente a causa delle griglie troppo piccole, una moltitudine di partecipanti (me compreso) non è riuscita a entrare e si è trovata costretta a scavalcare le transenne, anche perché è stato permesso ai partecipanti della 10km di partire prima che tutti gli altri fossero transitati. 

Medaglia: 5 Bella, originale, fatta a mano, in mosaico. Serve aggiungere altro? 

Pacco gara: 3 Oltre alla maglia tecnica Joma: 1kg di pasta, 1 spugnetta, 2 m² di volantini pubblicitari, 1 power mix di frutta secca (30g), 1 confezione di grissini integrali, una copia della rivista “Distance running” 

#LuogoEdizioneVelocità
Percorso
Bellezza
Percorso (1)
PubblicoAssistenza (2)MedagliaPacco gara
33Ravenna2018333353
32Oslo2018132341
31London2018445443
30New York2017145342
29Stockholm2017144534
28Rimini Marathon2017333354
27Carrara2017233443
26Honolulu2016234451
25Brescia2016222334
24Las Palmas2016333353
23Valencia2015445433
22Barcellona2015345532
21Terre Verdiane2015522334
--Livorno20143323-3
20Chicago2014445433
19Paris2014345444
18Treviso2014434334
17Pisa2013532443
16Lago Maggiore2013342433
15Berlin2013545532
14Madrid2013245433
13Piacenza2013433534
12Reggio Emilia2012343534
11Torino2012433333
10Copenhagen2012455423
09Milano2012532333
08Garda2011352233
07Hokkaido (JP)2011223553
06Trieste2011342212
05Roma2011354333
04Firenze2010443233
03Venezia2010454322
02Helsinki2010344453
01Milano2010531323
Note: (1) Include l’intrattenimento (2) Include ristori, WC, spugnaggi, assistenza post-traguardo, etc

[Km] Ottobre 2018

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Oct 312018
 

Odometer-vintageDopo il record 2018 del mese scorso, Ottobre conferma il trend positivo con 194.3km. Si tratta del secondo miglior mese di questo travagliato 2018 e del terzo miglior Ottobre di sempre.  Altre buone notizie: il passo medio è migliorato di ben 14’/km posizionandosi a 5’30” tondi tondi e il numero di uscite ha fatto segnare un nuovo record assoluto (18). L’unica voce in calo è la distanza media (10.8km) ma è quella meno importante.

Ho partecipato a due non-competitive: a Trovo e Lacchiarella, dove sono riuscito finalmente a fare un lungo (25km) senza problemi.

Il gap con lo stesso periodo dell’anno scorso si è quasi azzerato (l’anno scorso a ottobre ho corso solo 97km) scendendo a soli 19Km.

La condizione non può ancora definirsi buona, ma è in costante miglioramento, e con essa il morale.

 

3^ LacchiaRun

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Oct 212018
 

Ormai sono rimaste poche le tapasciate della zona che non ho ancora corso, e oggi è la volta di provarne una inedita. Quindi si va a Lacchiarella per partecipare alla terza edizione della LacchiaRun.   

Anche oggi l’idea è di partire presto, in modo da sommare percorso corto (8) e lungo (20) portandomi a casa un allenamento in vista di Ravenna. Arriviamo mezz’ora prima della partenza ufficiale, trovando posto in un comodo parcheggio a 200m dal traguardo e pochissima fila al banco delle iscrizioni. E quindi alle 7:48 eccoci già sul percorso, ancora quasi deserto. Dopo un breve tratto in paese, siamo sullo sterrato e quasi all’improvviso ci ritroviamo avvolti nella nebbia. Fa piuttosto fresco in maniche corte, ma conto sul fatto che tra un po’ la nebbia si alzerà lasciando posto al sole. Ottimo esempio di pia illusione.

Il primo giro va via liscio, anche grazie a un certo sconto: quando ripasso dal via il Garmin segna 7,2km invece di otto. La nebbia è ancora molto fitta e si corre in una rarefatta atmosfera lattiginosa che impedisce di apprezzare il panorama. Dopo il bivio che mi immette sul percorso lungo, c’è una sorpresa: il cartello indica che siamo sul percorso da 18km. Ma non dovevano essere 20? In fondo sono contento di questo sconto, ma purtroppo – come scoprirò al traguardo – la riduzione è dovuta al fatto che gli organizzatori non sono riusciti a ottenere il passaggio nell’oasi naturalistica, che era uno dei punti di forza di questa gara. Poco male, tanto con questo nebbione non avrei potuto apprezzarlo comunque. 

Alla fine il contachilometri ne segna 25 abbondanti, corsi senza particolari problemi e tenendo una buona media. So che non può essere considerato un lunghissimo, ma comunque mi fa ben sperare. In quanto alla manifestazione, direi tutto bene, soprattutto considerando che siamo solo alla terza edizione. Unico appunto: i ristori un po’ leggerini, soprattutto quello finale dove mi sono dovuto accontentare di un po’ di focaccia. 

14^ Quater Pass par Trov e Dinturan

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Oct 142018
 

A distanza di tre anni si torna a Trovo per questa bella tapasciata. In realtà non ricordo molti particolari della mia precedente partecipazione, tranne una cosa: la deliziosa salsiccia al sugo con polenta del ristoro finale. Mi sembra un motivo più che sufficiente per tornare.

Visto che tra poche settimane ho la maratona di Ravenna e sono drammaticamente impreparato, vorrei cogliere l’occasione per provare a fare un lunghetto: l’idea è di arrivare a Trovo molto presto in modo da fare il percorso da sette Km e affrontare di seguito quello da ventuno prima che l’organizzazione sbaracchi ristori e assistenza. E così – anche grazie all’iscrizione rapidissima – siamo al via già alle 8:00 in punto. Il clima è piuttosto fresco e un’avvisaglia di nebbia autunnale aggiunge una buona dose di umidità. Ma il paesaggio è molto bello e fa dimenticare ogni problema. Il primo giro se ne va infatti piuttosto velocemente, anche se non abbastanza: nonostante le partenze siano consentite fino alle 9:00, quando affronto il secondo giro mi trovo già quasi da solo sul percorso. Ah già, non ci avevo pensato: oggi c’è la dee-jay ten che attrae moltissimi runner della zona (almeno quelli più trendy) e quindi qui in campagna siamo proprio pochi. 

Ma non importa: sto correndo bene e  mi godo il paesaggio. Peccato soltanto che dopo il bivio che divide il percorso da 14km da quello dei 21km mi ritrovi a un incrocio senza indicazioni e nessun segno di vita podistica. “Avete visto altre persone che corrono?” chiedo a tre signore che passeggiano per il centro (centro?) di Motta Visconti. La loro espressione mi fa capire che ho sbagliato strada ancor prima che aprano bocca, cercando inutilmente di aiutarmi. Non mi resta che tornare indietro, in cerca del segnale che non ho visto. 

Una volta ripresa la strada corretta (per fortuna la deviazione mi è costata solo un km aggiuntivo) viene la parte migliore: dopo aver attraversato il bosco, un discesone piuttosto insidioso porta al cospetto del Ticino. È bellissimo attraversare questa oasi di pace che regala scorci di natura da cartolina. L’idillio però dura poco. Una salita piuttosto ripida mi costringe a camminare per un lungo tratto e lascia il segno: la stanchezza esce tutta insieme, accompagnata da un fastidioso mal di pancia che mi obbliga  a fermarmi. Quando riparto sono sfinito e l’idea di affrontare altri otto km non mi piace per nulla. Fortunatamente, un bivio mi permette di tagliare e arrivo al traguardo con un considerevole sconto. Alla fine il Garmin segna quasi ventiquattro km, che di questi tempi non sono da buttare. Miki invece ne porta a casa ben quattordici: un ottimo modo per inaugurare il nuovo FitBit!

E ora finalmente il pezzo forte: il ristoro. Non solo salsiccia e polenta, ma una selezione di affettati e dolciumi che quelli della dee-jay ten se li possono solo sognare.

Alla prossima!

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