Sep 252016
 

Rho - Volantino

E così, dopo BuccinascoLandriano e Ozzero, per questo mese ho fatto l’en-plain di tapasciate.

Oggi è stata un’altra prima volta: la Stra-Rhodense. A pensarci bene, è strano che non l’abbia mai fatta: si tiene ormai da quasi trent’anni non lontano da casa… eppure per qualche ragione non è mai entrata nel mio radar. E quindi eccoci qui, che cerchiamo disperati un parcheggio dalle parti della partenza. Dopo un quarto d’ora di ricerche infruttuose ci arrendiamo e lasciamo l’auto piuttosto lontano; vorrà dire che faremo riscaldamento prima di partire.

Giunti al ritrovo, capisco il motivo della carenza di parcheggi: oggi c’è la folla delle grandi occasioni, con davvero moltissima gente. Incontro l’amico Cristiano e gentile consorte con i quali facciamo la fila (tutto sommato veloce) per l’iscrizione e poi si parte. Oggi ho in programma 21km da fare a 5’25” ma temo che la compagnia di Cristiano mi costringerà ad un ritmo troppo veloce. E infatti nei primi km ci assestiamo attorno ai 5’10” e penso: “vediamo un po’ finché reggo….“. Il percorso non è dei più panoramici (dopotutto siamo alle porte di Milano) e alcuni passaggi nel Parco del Roccolo sono davvero carini. Peccato che il parco sia deturpato in alcune zone che sono state scambiate per discariche. Maledetti incivili!

Tra una chiacchiera e l’altra i chilometri si susseguono piacevoli e il ritmo non cala più di tanto. Vuoi dire che le ripetute fatte in settimana (le prime dopo sei mesi) abbiano già avuto effetto? O magari è la possibilità (illusione?) di tornare ad indossare un pettorale prima di fine anno a darmi la carica? Non so… fatto sta che non mollo nemmeno quando il solito fastidio all’inguine si fa sentire verso il km15. Al contrario: riguardando la traccia Garmin ho notato che nell’ultimo quarto di gara sono stato protagonista di un’involontaria progressione che mi ha portato a chiudere l’ultimo km in 4’56”. Sono davvero contento!

All’arrivo mega-ristoro con tanta roba buona e il piatto forte (risotto) gentilmente offerto dall’associazione cuochi di Milano e provincia. Pacco gara molto generoso con alimentari assortiti e una bottiglia di rosso.

PS: il Garmin mi dice di aver bruciato 1270cal. Peccato che poi ne abbia assunte circa il doppio gustando qualche fetta della pastiera gentilmente offerta da Loredana: urge correre ai ripari!

 

 

 

 

 

 

Sep 182016
 

Welcome to OzzeroAmore a prima vista: non saprei in quale altro modo definire il mio rapporto con questa manifestazione scoperta quasi per caso l’anno scorso . E quindi, nonostante la pioggia insistente, alle 7:30 siamo già sulla strada che ci conduce in quel di Ozzero. Al nostro arrivo non piove più, e due arcobaleni colorano il cielo: “Buon segno”, penso.

Dopo una breve attesa per l’iscrizione, saluto Miki e parto convinto: oggi mi sono messo in mente di andare oltre quota 20Km, cosa che non faccio ormai da sei mesi. La strategia è molto semplice: partire piano, e poi… rallentare. Scherzi a parte, anche se non ho particolari obiettivi cronometrici, oggi voglio evitare a tutti i costi le soste ‘inutili’: mi fermerò solo ai ristori.  Imposto così un passo tranquillo e mi godo il paesaggio che rimane molto piacevole anche se manca il clamoroso cielo azzurro dell’anno scorso. In particolare trovo molto bello il tratto nel bosco e i passaggi in mezzo al mais, stranamente non ancora raccolto anche se siamo ormai nella seconda metà di Settembre. Tutto funziona per il meglio fino al dodicesimo km, quando la strada comincia a salire verso Fallavecchia. Devo rallentare e in alcuni tratti camminare quando la pendenza si fa impegnativa, almeno per i miei standard.

Attorno al km 15 sento che la crisi sta per arrivare, e allora mi impongo di trovare un appiglio per non mollare. Lo trovo laggiù in fondo, circa trecento metri davanti a me. È un puntino rosa che corre con passo armonioso e costante: la devo raggiungere! E così metto da parte tutti gli alibi che mi hanno accompagnato in questi mesi difficili e comincio una progressione che mi porterà a raggiungere e superare l’inconsapevole leprotta. Al ristoro successivo me la prendo comoda e la pink mi sorpassa di nuovo. Non posso permetterlo, e allora mi rimetto all’inseguimento. La cosa si ripete alcune altre volte, fino a quando me la scrollo definitivamente di dosso e affronto la parte finale tutto ringalluzzito. Alla fine saranno quasi 22km corsi ad una dignitosa media di 5’15″/km e conclusi con il morale alto.

Ristoro finale eccellente in compagnia di Miki, reduce dal percorso di 9km. Tutto buono, peccato solo per il risotto un po’ insapore che è stata l’unica nota leggermente stonata della giornata.

Nel pomeriggio e per tutto il giorno seguente la pubalgia prenderà la sua rivincita, ma i dolori non saranno sufficienti a cancellare la soddisfazione per il piccolo traguardo raggiunto né ad abbassarmi il morale: Martedì mi aspetta il ritorno delle ripetute! E stavolta senza lepre…

 

Sep 112016
 

logo_smallOggi tapasciata per me inedita in quel di Landriano (PV).

L’evento prevede quattro percorsi e,  memore dei misteriosi problemi avuti dopo la gara di domenica scorsa, decido prudentemente per quello da 17, mentre Miki si avventura con coraggio (incoscienza?) su quello da 13. Dopo il piacevole tratto ombreggiato iniziale lungo il Lambro Meridionale (in lombardo Lambrett) e un passaggio in “centro”, il percorso si inoltra nella campagna su strade prevalentemente sterrate. Fa caldo ma non troppo, e riesco a mantenere un passo decente almeno fino al decimo km. Poi arriva la solita fiacca precoce che mi costringe a numerosi tratti al passo, non sempre giustificati dalla presenza di ponti o di ristori. Chiudo con una media pericolosamente vicina ai 5’30” e con un inaspettato e scoraggiante risveglio dei dolori inguinali nella seconda parte.

Un plauso agli organizzatori che, nonostante la giovane età di questa manifestazione (siamo solo alla quarta edizione) hanno saputo curare ogni dettaglio. L’aspetto forse più positivo è la precisione delle indicazioni sul percorso e il presidio nei punti critici: in molti tratti, hanno perfino segnato col gesso ostacoli minori come tombini e marciapiedi. Ottimo anche il ristoro finale con – oltre alle solite cose – pasta al sugo appena fatta, e anguria.

Peccato solo per la partecipazione piuttosto bassa (almeno sui percorsi più lunghi) forse anche causata dalla concomitanza di gare importanti come la Mezza di Monza.

La foto è riuscita mossa a causa dell'alta velocità del soggetto

La foto è riuscita mossa a causa dell’alta velocità del soggetto

Sep 042016
 

LogoBucciSiamo appena tornati dal Giappone, con i cicli vitali ancora sconvolti da un consistente Jet-Lag e stanchi dal lungo viaggio: ci vorrebbe una bella corsetta per resettare l’0rologio biologico, ma nulla di troppo impegnativo. Mi viene in mente che Domenica ci sarà la gara di casa: quella Mezza di Bucci che negli anni recenti per un motivo o per l’altro avevo sempre disertato. E poi stavolta è come se gli organizzatori mi avessero letto nel pensiero, includendo nel programma un percorso da 17km, denominato “Quasi Mezza“: l’deale per un “quasi runner” come me. Ok, è deciso: domattina riapriamo ufficialmente la stagione delle tapasciate.

La prima cosa che mi salta all’occhio in area partenza è – oltre al gran numero di partecipanti – l’impronta professional che i nuovi organizzatori hanno dato all’evento: tutt’altra cosa rispetto alla gestione casalinga dei tempi in cui la gara era gestita dall’associazione “Buccinasco di Corsa”. Si parte tutti insieme poco prima delle 9:00, un po’ tardi visto il clima ancora estivo. Fa uno strano effetto correre in mezzo al gruppo nelle strade teatro dei miei allenamenti solitari; strano al punto che quasi non le riconosco. Dopo i primi 5km allegri corsi con la piacevole compagnia di Diego, mi do una calmata e torno a ritmi più consoni alle mie condizioni attuali.

Sento molti partecipanti lamentarsi del caldo umido: la cosa mi fa sorridere perché in confronto al clima con cui ho corso in Giappone e  Taiwan nelle due ultime settimane oggi a Buccinasco sembra primavera, a dimostrazione del fatto che tutto è relativo.  L’organizzazione si conferma efficiente anche durante la gara, con una buona gestione del percorso (indicazioni e transenne per incanalare il traffico) ristori adeguati e spugnaggi. L’unica potenziale critica riguarda la velocità del tracciato, non proprio il massimo per chi tenta di fare il tempo nella mezza. Ma oggi questo problema non mi riguarda.

Porto a casa i 17km della non competitiva con una modesta media di 5’22″/km che in questi tempi di magra non è da buttar via. Miki si accontenta di 5km (era ferma da due mesi)

Brutta sorpresa nel dopo-gara, con un inedito dolore sull’esterno della coscia (tensore della fascia lata?) che è andato via via peggiorando fino a costringermi all’immobilità per tutto il pomeriggio di Domenica. Fortunatamente, due compresse di FANS hanno fatto il miracolo e Martedì sono già tornato sulla strada senza problemi.

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