Jul 312016
 

Anche Luglio è stato un mese all’insegna della bassa qualità: il numero Odometer-vintagedi Km è salito (176,4 esattamente in media con gli ultimi sei anni per quanto riguarda Luglio) ma non sono stati nè piacevoli, nè particolarmente utili.

Anche se la distanza media è leggermente salita (11,8Km) e in un’occasione sono faticosamente riuscito a tornare a quota 18 (non capitava da quasi quattro mesi) la sensazione generale rimane di grande fatica, decisamente troppa rispetto ai mediocri risultati (il passo medio rimane uno sconfortante 5’16″/Km) . Insomma, la strada per tornare ad una condizione decente si prospetta davvero lunga e difficile.

L’unica buona notizia, è una regressione spontanea della pubalgia, che nelle ultime uscite si è ridotta ad un semplice fastidio. Speriamo che almeno questo trend continui.

Jul 172016
 

white-flag-std_1Arrendersi: Cessar di opporre resistenza, di contrastare; quindi cedere, accondiscendere

Lo ricordo molto bene: era il 3 Maggio del 2015. Solo una settimana prima avevo corso la mia prima (ed unica) ultra-maratona e mi sentivo alla grande, sia nel fisico che – soprattutto – nello spirito. Così alla grande, che per defaticare cosa decido di fare? Ne corro altri 21, naturalmente. Ed è stato proprio durante gli ultimi km di una tapasciata a Rosate che tutto ha avuto inizio, con un anonimo fastidio in zona inguinale.

All’inizio avevo dato poca importanza alla cosa, continuando a correre e a gareggiare (fase della Negazione). Poi – dopo una breve fase di  Rabbia – sono passato al contrattacco (fase della Negoziazione) cercando delle soluzioni con approccio razionale. Le ho provate un po’ tutte: visite specialistiche, esami che neanche al CERN, ultrasuoni, fisioterapia, riposo totale, Tecar. Risultati pressoché nulli, e conseguente – inevitabile – fase di Depressione facilitata dalla perdita quasi totale della condizione atletica. Ma la testa dura mi impone di non mollare e così ci riprovo, questa volta con un approccio diverso a base di mirabolanti tecnologie, grandi chiacchierepratiche esoteriche, viaggi nel tempo e cannoni Laser che manco il Dottor Male.  Ed eccomi qui in piena fase di Accettazione, per la gioia della Dott.ssa Kübler Ross e delle sue teorie.

So già cosa stanno pensando quelli con l’aforisma facile, subito pronti a sparare frasi ad effetto sulla rinuncia, a dispensare perle di saggezza sul fallimento, a pontificare sull’etica del “Mollare MAI!”, a motivare facendo leva sulle taumaturgiche doti di resilienza del maratoneta. Francamente, dopo quattordici mesi ne ho abbastanza: non ho più voglia di lottare e ho deciso di accettare quello che viene. Continuerò a correre tenendo conto dei miei nuovi limiti, assaporando ogni uscita come se fosse l’ultima con la speranza che non lo sia.

Prossimo obiettivo: tornare ad uno stato di forma decente, che mi consenta di correre almeno 20km senza pause.

Jun 302016
 

Odometer-vintageMese difficile quello appena concluso. Come se non bastasse la pubalgia, si sono aggiunti nell’ordine: meteo inclemente, situazione complicata al lavoro, ristrutturazione a casa (= quattro settimane da campo profughi) e scarsa voglia di correre. In queste condizioni, essere riuscito a coprire  134,2Km è quasi una piccola impresa.

Alibi a parte, è un numero che conferma l’inesorabile declino di questo 2016: 20Km in meno rispetto a Maggio, e ben 90 (Novanta!) rispetto a Gennaio. Unica nota positiva, la distanza media che ha visto un leggerissimo incremento a quota 11,2km, nonostante la distanza massima percorsa sia stata di soli 15km. Il passo medio si è ulteriormente ridotto, a 5’16″/Km

Raggiunto il traguardo dei primi 1.000km dell’anno, con 18 giorni di ritardo rispetto al 2015

Jun 042016
 

austin_powers_mike_myers_as_dr_evilProprio non ce l’ho fatta. Nonostante la forte curiosità di scoprire quali altre mirabolanti pratiche esoteriche la Gazzella avesse in serbo per me, ho mollato il colpo. Il  bisogno viscerale di razionalità e lo scetticismo massimalista che da sempre mi accompagnano hanno avuto la meglio, inducendomi a concludere l’esperienza con la Kinesiologia dopo solo due sedute. Nell’informare Lion King della mia decisione mi sono limitato a dire che il motivo principale è stata la mancanza di risultati, evitando così di soffermarmi su altri aspetti imbarazzanti (soprattutto per lui che me l’ha consigliata).

Se dovessi trovare a tutti i costi un lato positivo in questa storia, credo che sceglierei proprio la scoperta di insospettabili capacità diplomatiche: solo pochi anni fa nella stessa situazione non avrei resistito alla tentazione di sputare veleno, stavolta invece…. si vede che sono maturato; o semplicemente rammollito, non saprei… Che poi – a pensarci bene – i frutti maturi diventano morbidi e quindi le due condizioni non sono alternative ma complementari. Ma sto divagando….

Dopo un accenno di difesa d’ufficio nei confronti della Gazzella e dei suoi metodi che “di solito funzionano molto bene” (“Sì, grazie all’effetto placebo su persone facilmente suggestionabili!” vorrei rispondere, ma mi trattengo) alla fine Lion King prende atto della mia decisione e mi annuncia un cambio di strategia: si passa alle armi pesanti! Dopo aver esaminato l’ultima ecografia, dichiara che qualche “bombardamento” a base di Laser e di Scenar dovrebbero risolvere o quantomeno ridurre di molto il problema. Nella mia mente, l’accostamento al Dr. Male è quasi immediato:

E così, il dottore mi accompagna nella sala delle torture, ehm… anzi no… sala terapia dove mi attende “il Tecnico” per un doppio trattamento:  Scenar davanti, e Laser dietro (non pensate male: la terapia coinvolge i glutei e la zona lombare poichè il medico non esclude un origine del problema a livello della schiena). Per un attimo temo che il mite terapista sia in realtà un aguzzino del Dr. Lion “The-Evil” King e già mi vedo legato ad un tavolo mentre un raggio inesorabile si avvicina lentamente per segarmi in due longitudinalmente. Per fortuna la realtà è molto meno drammatica, e mi accomodo sul lettino senza essere legato. A differenza del primo incontro, oggi il terapista è piuttosto loquace e quindi mentre mi sottopone ai trattamenti gli chiedo alcune cose. Vengo così a sapere che questo apparecchio è una specie di Rolls Royce dei Laser, che lavora contemporaneamente su tre frequenze ed è in grado di erogare alta energia: se lo sapesse il Dr. Male  sarebbe invidiosissimo. Dopo quaranta minuti (20′ Laser + 20′ Scenar) mi rivesto e ci diamo appuntamento a settimana prossima.

Nonostante il diluvio, l’indomani non ho potuto resistere alla tentazione di fare un test sul campo, e i risultati sono piuttosto incoraggianti: sono riuscito a correre per un’ora praticamente senza dolore, solo un po’ di fastidio e tensione. È sicuramente presto per cantare vittoria, ma mi sembra che forse siamo sulla strada giusta.

Non resta che fare il tifo per il Dr Male!

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