Feb 172018
 

Terasawa alle olimpiadi del ’64

17 Febbraio 1963 il Giapponese Toru Terasawa (寺沢 徹) stabilisce il record mondiale correndo la Beppu Marathon in 2h15’16”. Riesce nell’impresa migliorando di un secondo (!) il record precedente appartenente all’Etiope Bikila che l’aveva ottenuto ben 890 giorni prima, alle olimpiadi di Roma.

Il record di Terasawa non resisterà tanto a lungo, e verrà battuto 118 giorni dopo dallo Statunitense Leonard Edelen.

Assieme a quello di Bikila, si tratta del record con il miglioramento più esiguo nella storia della maratona.

 

 

Jan 312018
 

Odometer-vintageL’anno nuovo comincia all’insegna dell’ottimismo. Non tanto per i 172.9Km corsi (che sono comunque il miglior risultato degli ultimi cinque mesi). E nemmeno per il passo medio di 5’21″/Km (il più “veloce” da Aprile 2107). A darmi fiducia è l’assenza di dolori e il conseguente ritrovato piacere di correre. La costanza negli esercizi per la schiena a quanto pare sta pagando, e ho intenzione di continuare anche in assenza di sintomi. Promesso!

Le uscite sono state 17 (miglior Gennaio di sempre; stesso numero di Dicembre) e anche la distanza media è salita, portandosi a 10.2Km. Sono anche tornato – finalmente – a correre una tapasciata: l’immancabile StraCasorate.

Direi che ci sono le premesse giuste per guardare avanti con fiducia. E con questo spirito, proprio oggi ho cominciato la preparazione per Londra con una bella sessione di ripetute 3×3000. Go!

Jan 142018
 

Prima il gran caldo. Poi l’assenza di manifestazioni podistiche durante il periodo estivo. Poi l’ernia, e infine – dopo lunghe terapie e riabilitazione – la perdita dello stato di forma. Per una ragione o per l’altra, alla fine sono passati ben sette mesi dalla mia ultima non-competitiva. E quale occasione migliore per il rientro nel mondo delle tapasciate se non la StraCasorate? Con quella di oggi fanno sei partecipazioni consecutive, ormai una radizione di famiglia.  

E come da tradizione… c’è il nebbione. Non drammatico come in altre occasioni, ma comunque sufficiente ad ammantare il percorso in un’atmosfera impalpabile e scialba tipicamente da inverno lombardo (il mio Prof. di Italiano sarebbe fiero di me per questa citazione Pascoliana)

È bello tornare dopo tanto tempo a immergersi nell’atmosfera che caratterizza questi eventi: gente di ogni età e provenienza sociale, volontari indaffarati, cani che scalpitano per partire con i loro padroni, vecchietti che danno una mano con le iscrizioni, urla in dialetto, foto di gruppo, amici che si ritrovano. Il tutto in grande allegria, nonostante gli zero gradi di stamattina che inviterebbero a stare sotto il piumone anche i più avventurosi. 

Per la prima volta da quando partecipo, rinuncio al percorso da 21km e mi accontento di quello da 15. Anzi, dopo le preoccupanti fitte al ginocchio di Venerdì scorso, sono pronto a ripiegare sul percorso da 7km in caso di segnali negativi. Invece il ginocchio fa il bravo e mi consente di corricchiare a passo prudente (molto prudente nei tratti sterrati). Anzi, visto che non arrivano avvisaglie di alcun tipo, dopo il ristoro di Fallavecchia lascio andare le gambe e vado in progressione. Chiudo i 15km in 1h22′ con ottime sensazioni e un sorriso grande così. Brava Miki che rientrava oggi da uno stop totale ancora più lungo del mio. 

Avanti così!

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