[Km] Novembre 2018

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Nov 302018
 

Odometer-vintageA conferma dell’adagio “non c’è due senza tre” anche Novembre è stato un buon mese dal punto di vista quantitativo: con i suoi 189.5km diventa il secondo Novembre di sempre, preceduto solo dal 2016 e 23km sopra la media di questo 2018.

Il passo medio (5’30″/Km) resta sostanzialmente invariato nonostante la partecipazione a una maratona (Ravenna). Le uscite sono state ben 17, nuovo record per Novembre.  La distanza media è in leggero aumento, a quota 11.1km

Il gap con lo stesso periodo dell’anno scorso è stato cancellato, trasformandosi in un vantaggio di quasi 33Km.

Numeri a parte, sono contento sia per l’esito inaspettato a Ravenna (4h13 senza allenamento, ottenuto alternando corsa e cammino per metà gara, finendo in buone condizioni) che per i segnali di ripresa notati nell’ultima parte del mese con alcune sessioni in zona 5’00″/km senza forzare.

 

[Recensione] Maratona di Ravenna

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Nov 122018
 

pagellaE anche per la Maratona di Ravenna Città d’Arte, è giunto il momento del mio inappellabile giudizio.

Velocità percorso: 3 Potrebbe essere un percorso velocissimo, grazie agli interminabili (e noiosissimi) rettilinei fuori città. Invece, i primi 10Km pieni di curve strette e di acciottolato sconnesso, i numerosi cavalcavia e la lunga strettoia nel Parco di Teodorico ne fanno un percorso mediamente veloce.

Bellezza percorso: 3 Anche qui, una gara a due facce: molto bello il tratto iniziale e quello finale nel centro storico; di una noia mortale quelli interminabili fuori Ravenna, con un rettilineo di 7km da percorrere nei due sensi che se la gioca a parimerito con l’infernale drittone di Sapporo nella mia personalissima classifica dei percorsi da incubo. Qui in più c’è la beffa di arrivare a due passi dal mare e…. non vederlo
Apprezzabili le band sul percorso

Pubblico: 3 Questo aspetto va di pari passo con il percorso double-face: pubblico presente e caloroso in città; deserto dei tartari altrove. Degna di nota una signora (credo straniera) vestita in modo bizzarro che ha fatto il tifo dall’inizio alla fine con la sua trombetta spostandosi lungo il percorso: personalmente l’ho incontrata cinque volte in posti diversi! 

Assistenza: 3 Non avendo usufruito di deposito borse spogliatoi e docce, il mio giudizio è forzatamente parziale. Direi che ha funzionato tutto, ad eccezione del gran caos in fase di partenza: probabilmente a causa delle griglie troppo piccole, una moltitudine di partecipanti (me compreso) non è riuscita a entrare e si è trovata costretta a scavalcare le transenne, anche perché è stato permesso ai partecipanti della 10km di partire prima che tutti gli altri fossero transitati. 

Medaglia: 5 Bella, originale, fatta a mano, in mosaico. Serve aggiungere altro? 

Pacco gara: 3 Oltre alla maglia tecnica Joma: 1kg di pasta, 1 spugnetta, 2 m² di volantini pubblicitari, 1 power mix di frutta secca (30g), 1 confezione di grissini integrali, una copia della rivista “Distance running” 

#LuogoEdizioneVelocità
Percorso
Bellezza
Percorso (1)
PubblicoAssistenza (2)MedagliaPacco gara
33Ravenna2018333353
32Oslo2018132341
31London2018445443
30New York2017145342
29Stockholm2017144534
28Rimini Marathon2017333354
27Carrara2017233443
26Honolulu2016234451
25Brescia2016222334
24Las Palmas2016333353
23Valencia2015445433
22Barcellona2015345532
21Terre Verdiane2015522334
--Livorno20143323-3
20Chicago2014445433
19Paris2014345444
18Treviso2014434334
17Pisa2013532443
16Lago Maggiore2013342433
15Berlin2013545532
14Madrid2013245433
13Piacenza2013433534
12Reggio Emilia2012343534
11Torino2012433333
10Copenhagen2012455423
09Milano2012532333
08Garda2011352233
07Hokkaido (JP)2011223553
06Trieste2011342212
05Roma2011354333
04Firenze2010443233
03Venezia2010454322
02Helsinki2010344453
01Milano2010531323
Note: (1) Include l’intrattenimento (2) Include ristori, WC, spugnaggi, assistenza post-traguardo, etc

Maratona di Ravenna città d’arte

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Nov 112018
 

Arte, storia, ottimo cibo: mi sembrano tutte ottime ragioni per un week-end lungo a Ravenna. Ah, già… c’è anche la maratona, ma ultimamente la parte podistica delle mie trasferte è poco più di un pretesto che passa in secondo piano rispetto al resto. Infatti, anche stavolta non mi sono praticamente preparato (massima distanza in allenamento: 25km) e incombe la grande incognita dei problemi alla schiena. Ma è inutile preoccuparsi: ormai sono qui e ora mi tocca correre.

Prima di correre però è necessario schierarsi in griglia di partenza, cosa non affatto facile a causa di una logistica inadeguata al gran numero di partecipanti (alla fine saranno 15,000 sulle tre distanze previste oggi: Maratona, mezza e stracittadina di 10km) Cerco di raggiungere la mia griglia ma l’ingresso è praticamente irraggiungibile a causa della ressa al di fuori delle transenne che non consente di muoversi: una vera bolgia. Che sia un altro omaggio al sommo poeta? Alla fine, quando vedo che i partecipanti alla non competitiva cominciano a partire nonostante parecchi maratoneti siano ancora fuori,  decido di scavalcare e prendo il via in coda al gruppo e con le balle girate.

Per fortuna, bastano pochi minuti a riconciliarmi con la gara: nei primi chilometri è davvero bello passare per le vie del centro e l’incitamento del pubblico (non particolarmente numeroso ma abbastanza caldo) fa dimenticare il fondo irregolare. Mentre stiamo per lasciare la città, verso l’undicesimo chilometro faccio un incontro indimenticabile. Sul ciglio della strada c’è un’anziana e minuta signora che incita tutti i partecipanti dando loro il cinque. Mi porto sul lato destro perché anch’io voglio un po’ della sua energia. Vorrei abbracciarla, ma le risparmio il mio sudore limitandomi a darle un cinque molto delicato per la paura di farla cadere. Riparto con il suo sorriso nel cuore che mi fa dimenticare ogni dolore.

Grazie anche alla carica trasmessami dalla super tifosa (scoprirò poi che si chiama Valeria e ha 84 anni) proseguo abbastanza bene, nonostante il percorso cominci a farsi noioso. Tuttavia, dopo il giro di boa nella frazione di Classe, i fastidi diffusi cominciano gradualmente a trasformarsi in dolori: un po’ presto, visto che siamo solo al quindicesimo. Tengo duro fino a metà gara (1h59′ e spiccioli) e poi decido di entrare in modalità Galloway: da qui fino alla fine mi concederò una pausa al passo di circa 100m ogni km. Oltre al benefico effetto reset su muscoli e articolazioni che si ottiene ad ogni pausa, questo metodo regala anche un vantaggio psicologico: è come spezzare la gara in tanti piccoli tratti, una serie di mini-traguardi molto accessibili.

È anche grazie a questa tecnica se riesco ad affrontare il tratto più monotono della gara: il lungo rettilineo che porta fino a Punta Marina, ovvero sette km nel nulla da percorrere avanti e indietro, e che quasi eguagliano la pena provata a Sapporo: almeno qui oggi ci sono 20 gradi in meno e non si soffre anche per il caldo. In compenso c’è una beffa aggiuntiva: durante il tratto iniziale, per motivarmi ripeto mentalmente “dai che poi si arriva al mare” ma poi… il mare non si vede: si arriva a circa 100m, se ne sente il profumo e si fa inversione di marcia. Colpa mia che non ho studiato il percorso, ma il disappunto resta grande.

Il tratto fino al km35 è il più duro non solo per le mie condizioni fisiche, ma anche perché so cosa mi aspetta: gli stessi sette uggiosi  km già fatti nel senso opposto. A tenermi focalizzato mi aiuta il pensiero della medaglia che mi aspetta all’arrivo. Dalle foto che ho visto sul web si tratta forse della più originale mai vista: un piccolo gioiello in mosaico realizzato a mano e ispirato ad un’immagine dei Mosaici di San Vitale. Deve essere mia a ogni costo!  E così, tra una pausa e l’altra e i pensieri rivolti alla medaglia siamo tornati in città. Si passa di nuovo dalla Darsena e dal Parco di Teodorico. È proprio qui che mi sento chiamare alle spalle: si tratta dell’amico Armando, oggi pacer delle 4h15′ che mi raggiunge. Percorriamo un tratto assieme durante il quale cerca di convincermi ad andare fino in fondo con loro. Ma il cronometro proprio non mi interessa e poi ho le mie pause da rispettare: non vorrei che Galloway si offendesse! Dopo l’ultimo cavalcavia, siamo di nuovo in centro e manca davvero poco alla fine. Mentre sto pregustando la gioia del traguardo, durante il lungo rettilineo finale sento chiamare il mio nick-name di famiglia: è mia moglie che mi affianca correndo mentre cerca di farmi un video. Per qualche ragione non ci riesce, e allora decide di sprintare avanti per farmi una foto che risulterà essere una delle migliori che mi abbiano fatto, grazie al grande sorriso che mi ha regalato. 

Taglio il traguardo felice sia per il risultato (ultimamente per me 4h13′ è tanta roba) che per le condizioni fisiche più che dignitose. Segnali positivi che mi fanno pensare con ottimismo alla prossima gara, al punto da pensare seriamente di prepararla come si deve.

E per una Major forse vale la pena provarci

 

 

 

[Km] Ottobre 2018

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Oct 312018
 

Odometer-vintageDopo il record 2018 del mese scorso, Ottobre conferma il trend positivo con 194.3km. Si tratta del secondo miglior mese di questo travagliato 2018 e del terzo miglior Ottobre di sempre.  Altre buone notizie: il passo medio è migliorato di ben 14’/km posizionandosi a 5’30” tondi tondi e il numero di uscite ha fatto segnare un nuovo record assoluto (18). L’unica voce in calo è la distanza media (10.8km) ma è quella meno importante.

Ho partecipato a due non-competitive: a Trovo e Lacchiarella, dove sono riuscito finalmente a fare un lungo (25km) senza problemi.

Il gap con lo stesso periodo dell’anno scorso si è quasi azzerato (l’anno scorso a ottobre ho corso solo 97km) scendendo a soli 19Km.

La condizione non può ancora definirsi buona, ma è in costante miglioramento, e con essa il morale.

 

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