May 142017
 

Si tratta della gara di casa, nel senso che se fosse più vicina partirebbe dal mio soggiorno. È stata la prima gara in assoluto alla quale ho partecipato, nel lontano 2008. A quei tempi era organizzata dall’associazione Buccinasco di Corsa ed era esclusivamente in versione “tapasciata”. Col tempo è diventata via via più popolare e la gestione è passata a “Verde Pisello” che ha aggiunto la 21km competitiva.

Negli ultimi anni l’ho disertata a causa di conflitti con la preparazione alle maratone autunnali. Quest’anno è stata anticipata a Maggio e visto che ultimamente le maratone non le preparo, non c’erano scuse. Anzi: la partecipazione a questa mezza poteva essere un’ottimo alibi per evitare un lunghissimo che proprio non avevo voglia di fare. E quindi eccomi al via con zero preparazione (questa non è una novità: mai preparato una mezza in vita mia) piuttosto fuori forma e senza particolari stimoli se non quello di farmi una corsa col pettorale dalle mie parti.

Non ho obiettivi precisi, ma penso di poter puntare ad un mediocre 1h50′ senza troppi problemi. La strategia è quella consolidata del positive split: parto attorno ai 5’00″/km, li tengo finché posso e poi gestisco l’inevitabile calo. Peccato che l’entusiasmo iniziale e la “febbre da pettorale” mi spingano in un territorio che non frequento da molti mesi: quello sotto i cinquealkilometro. Rimango in questa zona ostile per i primi nove km finché – sorpresa sorpresa – scoppio fragorosamente. C’è da dire che le condizioni meteo non aiutano: fina a due giorni fa sembrava Novembre, e proprio oggi il meteo ha deciso di risolvere la propria crisi di identità spingendo la temperatura ai livelli che competono a questo periodo. Peccato che il fisico non sia ancora abituato e che dimostri la propria intolleranza alle temperature over-20. 

Per un po’ cerco di limitare i danni, poi sbrago del tutto e cammino abbondantemente ad ogni ristoro e spugnaggio. Ho uno scatto di orgoglio negli ultimi due km e cerco di arrivare in volata simulando una freschezza che non mi appartiene (vedi foto all’arrivo). Il crono finale conferma il mio pronostico iniziale migliorandolo di ben tre secondi. Quando uno si conosce….

Note sulla manifestazione: organizzazione buona, con molti simpatici volontari sul percorso. Pubblico assente, ma questa non è una sorpresa conoscendo i miei concittadini. Molto apprezzata la birra al ristoro. Un po’ meno la maglietta, davvero inguardabile. 

 

May 072017
 

Nonostante questo Maggio travestito da Novembre, oggi non potevo mancare all’appuntamento con una delle mie tapasciate preferite. Alla partenza ci sono 10 (dieci!) gradi e non è troppo piacevole aspettare in maglietta e svolazzini. Se poi l’attesa diventa lunga a causa di un malinteso con la gentile consorte (“vado in bagno mentre fai l’iscrizione” e poi decide di partire da sola) al freddo si aggiunge un certo malumore. Cerco di limitare entrambi partendo a palla, in modo da raggiungere Miki prima del bivio tra i percorsi. La riprendo dopo due km, e dopo averle dato il cartellino mi assesto su un passo più ragionevole. Il percorso è fangoso, ma non quanto mi aspettavo dopo le pesanti piogge dei giorni scorsi. 

Proprio due anni fa qui a Rosate fece la sua timida comparsa un doloretto che poi si rivelò essere la pubalgia che – tra alti e bassi – mi accompagna fedele ancora oggi. Pare che altre parti del corpo lo sappiano e vogliano farle gli auguri a modo loro: in particolare l’interno del ginocchio destro e la zona pelvica (!) sfoggiano due dolori originali molto apprezzati. Mancano solo le candeline. Cerco di non dar loro troppo peso e mi godo il percorso, che è cambiato rispetto all’ultima volta ma rimane altrettanto bello, soprattutto il passaggio di Morimondo. Chiudo in 1h54′ portando a casa un bel defaticante dopo la maratona di domenica scorsa. 

Unica nota negativa: la lunga attesa per il panino finale. Per il resto, tutto perfetto come al solito. 

Apr 302017
 

Rimini - LogoLe contraddittorie esperienze delle ultime maratone mi avevano portato a pensare che la preparazione non è un fattore così determinante come si crede. Mi riferisco al disastro di Honolulu (preparata seguendo fedelmente la tabella Albanesi) e alla bella sorpresa di Carrara (sostanzialmente non preparata, ma conclusa in modo dignitoso). Affermare che l’allenamento non conti nulla è sicuramente un’esagerazione, ma sono convinto che fattori contingenti (ad esempio il clima oppure eventuali malanni dell’ultimo momento) possano essere molto più determinanti della preparazione, soprattutto per runners di basso livello come me. Insomma, se volevo un alibi per evitare di affrontare una lunga e noiosa tabella, eccolo qua!   

Date queste premesse, arrivo a Rimini con zero preparazione (un solo pseudo-lungo da 26km) e la speranza di cavarmela come a Carrara. Peccato che proprio alla vigilia arrivino problemi gastro-intestinali: un alibi che proprio non avrei voluto. Dopo una notte complicata, mi trascino alla partenza poco convinto e un po’ preoccupato per gli effetti che il vento freddo potrebbero avere sul mio pancino delicato. C’è una bella atmosfera anche grazie al sole splendente e alle scelte musicali degli organizzatori: non le solite tamarrate, ma roba tosta tipo “Whole Lotta Love” e “Firestarter“. E così parto di buonumore, nonostante tutto. I primi km vanno via lisci, grazie al lieve dislivello negativo e all’incitamento del pubblico presente in città. Ben presto supero i pacer delle 4h e imposto un passo piuttosto allegro, nonostante i cambi di ritmo imposti dai numerosi sottopassaggi che si incontrano fuori Rimini.

Rimini - MahaloIl sole è caldo, ma il venticello molto fresco anche se per fortuna non è fastidioso come il vento teso della vigilia. Comunque si fa sentire, e infatti comincio ad avvertire qualche fastidio alla pancia. Cerco di superare il problema dicendomi: “Tranquillo, hai preso il solito magico Imodium. Non può succederti nulla!” e la cosa funziona. Oltre ai trucchetti psicologici, a distrarmi dal problema ci pensa il suggestivo passaggio a Sant’Arcangelo di Romagna, peccato solo per la sadica salita sui sampietrini seguita da dietrofront e altrettanta discesa. Tengo duro ancora per un po’ ma ad un certo punto i dolori mi costringono a fermarmi. Dopo aver concimato un frutteto, rientro sul percorso proprio mentre passano i pacers delle quattro ore, ai quali mi accodo.

Resto con loro fino al passaggio intermedio della mezza ma poi li lascio andare. Mentre vedo i palloncini allontanarsi lentamente, mi rendo conto che oggi non è la giornata giusta per tentare eroismi: cercare un improbabile recupero oltre che inutile (che differenza fanno dieci minuti in più o in meno a questi livelli?) potrebbe essere dannoso non solo per il fisico, ma anche per lo spirito. Ho già imparato a mie spese che non vale proprio la pena arrivare al traguardo sui gomiti dopo grandi sofferenze solo per guadagnare qualche minuto e ottenendo una prestazione comunque mediocre e che lascia l’amaro in bocca e una brutta sensazione per diversi giorni. In queste condizioni è molto meglio godersi il viaggio tenendo il proprio “passo del giorno” e fregarsene del cronometro. E infatti è proprio quello che ho fatto nella seconda parte di gara, prendendomi il tempo di fare due chiacchiere con i volontari dei ristori, scambiando battute con i compagni di viaggio, dando il cinque ai bambini sul percorso (pochi purtroppo) e godendomi la vista del mare nel tratto da Igea Marina a Rimini.

Quando taglio il traguardo, il cronometro segna un imbarazzante 4h20′ uno dei miei peggiori di sempre. Nonostante questo, sono di buon umore e sto già pensando alla prossima. E poi, almeno posso dire di non aver buttato al vento una lunga e faticosa preparazione!

A volte basta sapersi accontentare…

Apr 302017
 

pagellaEcco i miei insindacabili giudizi sulla Rimini Marathon: 

Velocità percorso: 3 Non ci sono particolari asperità, ma una lunga serie di sali-scendi, sottopassaggi e cavalcavia (ne ho contati almeno una decina) che spezzano il ritmo. Inoltre, in questo periodo dell’anno è anche piuttosto probabile avere a che fare con il caldo. La partenza in discesa può essere una trappola per chi non sa frenare l’entusiasmo.

Bellezza percorso: 3 Belli i primi chilometri nel centro di Rimini, l’arrivo e il passaggio a Santarcangelo. Per il resto, lunghi tratti di campagna che possono risultare noiosi. Ultimi chilometri lungomare. Assente ogni forma di intrattenimento.

Pubblico: 3 Quel poco che c’era (principalmente nei tratti urbani) era piuttosto caloroso.

Assistenza: 3 Il mio giudizio potrebbe essere ben superiore se non fosse per la scarsa efficienza dimostrata nel controllo della viabilità: tante, troppe auto sul percorso in tratti dove non erano ammesse. Per il resto, nulla da eccepire a parte il deposito borse troppo lontano dal traguardo.

Medaglia: 5 Finalmente qualcosa di originale senza cadere nella tamarraggine.

Pacco gara: 4 Lattina di succo di bambù (!) mini confezione di parmigiano, gel, mix di frutta secca: insomma le solite cose. Ah, no! C’è anche una bella borsa da spiaggia: qualcosa di diverso dalle solite magliette che poi finiscono in un cassetto a prendere muffa. 

 

#LuogoEdizioneVelocità
Percorso
Bellezza
Percorso (1)
PubblicoAssistenza (2)MedagliaPacco gara
28Rimini Marathon2017333354
27Carrara2017233443
26Honolulu2016234451
25Brescia2016222334
24Las Palmas2016333353
23Valencia2015445433
22Barcellona2015345532
21Terre Verdiane2015522334
--Livorno20143323-3
20Chicago2014445433
19Paris2014345444
18Treviso2014434334
17Pisa2013532443
16Lago Maggiore2013342433
15Berlin2013545532
14Madrid2013245433
13Piacenza2013433534
12Reggio Emilia2012343534
11Torino2012433333
10Copenhagen2012455423
09Milano2012532333
08Garda2011352233
07Hokkaido (JP)2011223553
06Trieste2011342212
05Roma2011354333
04Firenze2010443233
03Venezia2010454322
02Helsinki2010344453
01Milano2010531323
Note: (1) Include l’intrattenimento (2) Include ristori, WC, spugnaggi, assistenza post-traguardo, etc

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