Apr 172017
 

Anche quest’anno presenti al via della tradizionale gara di pasquetta, nella ridente Casterno di Robecco sul Naviglio. Nome lunghissimo, ma non quanto la fila per le iscrizioni: oltre venti minuti in un clima non proprio primaverile (ieri c’erano 24 gradi, stamattina meno della metà). E così abbiamo mancato la partenza fissata per le 9:00. Poco male: dopo qualche minuto di corsa ho già raggiunto la coda del gruppo e sono costretto a camminare a causa di un ingorgo degno del peggior contro-esodo autostradale. Nel frattempo incontro Ludo e corriamo insieme ma solo a tratti,  visto che ogni tanto ci troviamo separati nel traffico senza poterci ricongiungere data la densità dei partecipanti che rende difficili – se non impossibili – i sorpassi.

Me la ricordavo una manifestazione molto partecipata, ma quest’anno mi sembra peggio del solito e si fatica davvero a tenere un passo decente. Poco male, visto che non ho alcun obiettivo cronometrico essendo qui per la seconda parte del bi-giornaliero in vista della maratona di Rimini. Dopo i 20km di ieri sera (corsi un po’ troppo allegri) la cena ipo-glicidica e il digiuno di stamattina, il “serbatoio” è completamente vuoto ma corro piuttosto bene. Solo che…. oggi non ho proprio voglia. E quindi al bivio tra i percorsi inforco quello da tredici Km concedendomi uno sconto considerevole rispetto ai venti in programma. Ormai ho in mente solo il risotto finale, ma… quando arrivo in zona ristoro la fila è così lunga che decido di andarmene: proprio non mi va di aspettare al freddo. 

Belle zone e bella manifestazione come al solito, ma penso che gli organizzatori abbiano oltrepassato il limite di partecipanti consentito dalla natura dei luoghi.

Non penso che tornerò l’anno prossimo.

Apr 152017
 

Non ricordo la data esatta. So soltanto che erano i giorni seguenti la pasqua 2007. In quel periodo abitavo in Francia ed ero tornato in Italia con la famiglia in occasione delle vacanze scolastiche. Sommerso nella marea di cartaccia accumulata nella cassetta postale, attira la mia attenzione un volantino del comune che presenta un percorso running che si snoda nelle zone verdi attorno a casa mia. Sul retro del volantino, un programma per principianti assoluti che promette di arrivare a correre trenta minuti continui in sole sei settimane.

Ecco il segnale che aspettavo! Erano già alcuni mesi che mi ripromettevo di cominciare a fare attività fisica, non tanto per smaltire peso quanto per fermare il declino generale conseguenza di quarantadue anni vissuti all’insegna della sedentarietà integralista. E così, una volta rientrati a Saint-Germain-en-Laye, Miki ed io abbiamo mosso i primi timidi passi di corsa guidati dalla tabella che – con non poca fatica – ci ha portati al risultato promesso. Da allora sono passati dieci anni e parecchi chilometri: quasi 17,000 nel mio caso. In questo lungo periodo la corsa ha arricchito la mia vita sotto vari aspetti che vanno ben al di la dei modesti risultati cronometrici: il benessere psico-fisico (sto molto meglio ora che quando avevo trent’anni), la conoscenza di molte persone speciali, questo blog, una nuova identità (ora – tra le altre cose – sono un runner!), la pubblicazione di due libri, il senso di appartenenza ad una “tribù”, l’emozione delle gare, e tante altre cose difficili da descrivere.

E quindi… si continua.

Ci si vede sulle strade del mondo! 

 

Mar 312017
 

Odometer-vintageMarzo è stato un mese all’insegna dei malanni. faringite acuta, febbre e tosse non solo mi hanno costretto a stare a casa dal lavoro (cosa che non capitava da ben cinque anni) ma hanno anche fortemente condizionato le mie uscite. Il risultato numerico parla da solo: 151Km, il peggior mese di Marzo degli ultimi sette anni!

Solo una tapasciata (a Motta Visconti) che con i suoi 19.7km è stata anche la distanza più “lunga” (!) Per il resto solo mini-uscite di bassa qualità: distanza media di appena 10.8km e passo medio di 5’18”/Km. Come se non bastasse, nelle ultime uscite ha fatto la sua sgradita ricomparsa il dolore inguinale. Unica nota semi-positiva: ho raggiunto il km500 del 2017 con alcuni giorni di ritardo rispetto agli ultimi tre anni, ma sostanzialmente in media rispetto agli ultimi sei.

D’accordo che avevo già deciso di preparare la prossima maratona in modalità minimalista, ma qui forse si esagera. Spero di riuscire a fare almeno un lungo prima di Rimini.

Mar 122017
 

Faringite acuta, tosse da tabagista, febbricola, naso cementato, intestino esuberante: dopo una settimana del genere, perfino io riconosco che andare a correre non è forse la cosa più saggia da fare. Anche la mogliettina è dubbiosa e cerca di farmi ragionare. Ma non ne posso più di stare al palo, e domani c’è una bella tapasciata a Motta Visconti, quella col nome incomprensibile, le torte ai ristori e la zuppa di legumi al traguardo. E poi, “Cara, ieri hai comprato le scarpe nuove e vanno assolutamente provate“. Una spruzzata di finto buon senso (“Parto e poi vediamo come sto: al limite faccio il percorso da sette km“) e il gioco è fatto: domani si va a Motta.

Dopo giornate decisamente primaverili durante le quali sono stato costretto in casa (GRRR!) stamattina la temperatura è tornata ad essere quasi invernale: alla partenza non si arriva a dieci gradi. E infatti soffro un po’ il freddo per i primi tre o quattro km, anche a causa della maglietta a maniche corte. Ma a protestare per il freddo non sono tanto le braccia, quanto i polmoni che non sono abituati ad inalare tutta quest’aria fredda. Manifestano il loro disappunto producendo quantità industriali di muco, che distribuisco allegramente nei campi meglio di uno spandi-concime.    

Nonostante l’agitazione sindacale dei polmoni, riesco a mantenere una media dignitosa attorno ai 5’15” anche grazie alle gambe che oggi hanno voglia di girare. Decido così per il percorso da 20km… forse… sì, perché sul volantino hanno scritto 20, il cartellino dice 21, al bivio c’è scritto (a pennarello) 19.5. Ma è anche questo il bello delle tapasciate, altro che percorsi certificati.

La situazione gambe-polmoni si capovolge nella seconda metà del percorso, forse anche perché è quella più “tecnica” nei tratti vicino al fiume e lo sterrato sconnesso è secco e duro come il cemento. Quando mancano circa tre km al traguardo raggiungo Miki che sta camminando senza pudore e mi dice che non ha più voglia. La saluto e affronto scatarrando gli ultimi km puntando deciso verso il ristoro finale. Alla fine, nonostante tre pause-ristoro molto prolungate chiudo con una media di 5’28” che nelle condizioni di oggi mi soddisfa . Spero solo che i polmoni non me la facciano pagare.

PS: alla fine i km erano 19,5. Pennarello rules.