May 082011
 

triesteEccomi qui, mentre mangio un tramezzino e bevo una birra gelata seduto sul Frecciabianca che mi riporta a casa dopo l’avventura Triestina. Avventura decisamente a lieto fine, che mi ha visto inaspettatamente entrare nella categoria degli “under quattro ore”. Ma andiamo con ordine.

La mia preparazione a questa gara era stata un po’ leggerina: in pratica una sorta di ‘mantenimento’ della forma ottenuta in corrispondenza della Maratona di Roma che ha rappresentato anche l’ultimo vero lungo. Infatti, dal 20 Marzo in poi ho fatto solo un’uscita da 25km e due mezze maratone belle tirate (una da PB). Nonostante la mancanza di lunghi, i 260Km percorsi in queste 7 settimane mi lasciavano abbastanza tranquillo dandomi una ragionevole aspettativa di finire Trieste in condizioni dignitose. Le uniche incognite che mi preoccupavano un po’ alla vigilia erano l’altimetria del percorso – tutt’altro che piatto – e i disturbi renali sofferti nelle ultime settimane. In particolare, la ricognizione del percorso fatta Sabato pomeriggio con Nicola (grazie ancora, Orzo !) e Roberto mi aveva fatto definitivamente desistere da ogni velleità cronometrica. E invece….

Domenica ore 6.00 – Colazione abbondante in albergo con un altro runner. Scoprirò  più tardi che si trattava di Sharky, un amico di RunningForum. Espletamento dei soliti rituali ehm… igienico-sanitari, e poi in marcia verso la stazione, punto di partenza dei bus che l’organizzazione ha messo a disposizione dei partecipanti per portarli a Gradisca d’Isonzo.

Ore 7:00 – Come d’accordo, incontro Roberto e prendiamo posto sull’autobus. I 42Km del tragitto mi sembrano almeno il doppio e penso: “ma siamo proprio sicuri che dobbiamo fare tutta questa strada di corsa?” Le chiacchiere aiutano a liberarci la mente dal pensiero per la prova che ci attende.

Ore 7:45 – Arriviamo a Gradisca d’Isonzo. L’atmosfera é molto serena e piacevole: un bel prato verde inondato dal sole accoglie il popolo dei maratoneti in un clima da scampagnata aziendale. Sarà che questa é ormai la mia sesta maratona, sarà che non ho particolari angosce cronometriche, ma sono particolarmente rilassato e tranquillo, il che mi permette di gustare fino in fondo anche questi momenti. Sono così tranquillo che rischio di dover correre con lo zaino in spalla: infatti, non mi accorgo dell’orario e il camion era già stato chiuso. Per fortuna sono riuscito a consegnare la mia borsa in ‘zona Cesarini’

Ore 8:50 – Dopo aver salutato Roberto e Sharky (eh, si: era proprio lui quello della colazione in hotel) mi metto nella gabbia riservata a chi ha un target tra le 3h30′ e le 4h. Lì mi raggiunge Marco (Zanger) che ha il mio stesso obiettivo. Decidiamo di incollarci ai Pacers delle 4h e lasciarci condurre alla meta.

Ore 9:00 – La partenza avviene in perfetto orario, con un semplice sparo e senza la solita musica a palla o altre manifestazioni di dubbio gusto: insomma, proprio come piace a me. I primi Km vanno via tranquilli, senza i problemi di traffico che si hanno solitamente nelle maratone di massa, ma purtroppo senza il sostegno del pubblico, che per quasi tutta la gara sarà assente o indifferente. E’ la prima volta che riesco a correre con i Pacers – di solito troppo lontani fin dall’inizio – e devo dire che mi piace non dover pensare al passo da tenere: basta stare con loro e fare andare le gambe; al ritmo pensano loro. Tanto è vero che per i primi 5km non guardo quasi mai il Garmin.  L’unico problema dello stare con i Pacers é che attorno a loro si crea un gruppetto piuttosto denso, vanificando il vantaggio di una gara con pochi partecipanti. Allora con Marco decidiamo di metterci un po’ davanti a loro per evitare il traffico. I chilometri vanno via veloci uno dopo l’altro, sempre sotto i 5’30” al Km.

Ore 10:00 – Ormai siamo quasi ad un quarto di gara e – senza accorgercene – abbiamo messo un bel distacco tra noi e i palloncini delle 4 ore. Ci diciamo che forse stiamo andando un po’ troppo forte, ma…. chissenefrega. Tanto sappiamo che con le salite scoppieremo comunque, quindi tanto vale prendere un po’ di margine ora che siamo ancora in pianura. Continuiamo quindi ad un passo tra i 5’25” e i 5’35” al Km. Il sole batte forte, ma la brezza fresca lo rende sopportabile. Ho dimenticato la spugna, quindi devo arrangiarmi con le bottigliette per rinfrescarmi… spero che basti.

Ore 10:45 – Attorno al diciannovesimo Km comincia la parte tosta. Accorcio il passo e aumento la frequenza. La velocità si abbassa, ma non di troppo. Cerco di non pensare alle salite, anzi le ignoro proprio tenendo lo sguardo a terra evitando così di guardare la strada che si alza inesorabile. Al km24 Marco mi dice “questa é l’ultima: dopo la curva comincia il discesone” Le sue parola mi danno la forza di insistere e penso che in fondo ‘ste micidiali salite non sono poi così terribili. Forse sto impazzendo, o sono i primi segni di un’insolazione…

Ore 11:30 – Finalmente la discesa, molto lieve ma lunghissima: 8km abbondanti. Lascio girare le gambe, che rispondono bene e sembrano ignorare il fatto che stanno già correndo da due ore e mezza. Vedo che Marco tende a rimanere un po’ indietro. Un paio di volte lo aspetto, ma poi decido di andare, pensando che oggi posso permettermi di osare più del solito, mentre lui forse preferisce un approccio più prudente. Supero diversi concorrenti e ho la sensazione di andare molto forte rispetto ai miei parametri soliti. Il Garmin conferma questa follia: per lunghi tratti vado tra i 5’ e i 5’15”. Probabilmente finirò per pagarla molto cara nel finale. Giunto al ristoro del Km30 faccio due conti e capisco che se anche dovessi procedere ad un ritmo di 6’/km potrei concludere sotto le quattro ore. Questo mi da una grande sicurezza e decido quindi di concedermi per la prima volta una pausa al passo per bere con calma e rinfrescarmi la capoccia arroventata dal sole implacabile. Ormai la fila è molto sgranata e corro praticamente da solo

Ore 12:20 – Raggiungo e supero gli ultimi concorrenti della mezza maratona, partita alle 10:15 da Duino. Alcuni di loro sono particolarmente cotti e li incoraggio a non mollare. Intanto continuo a superare gente: questo non mi era mai capitato nelle fasi finali di una maratona e mi da una fortissima carica psicologica. Nel frattempo la discesa è finita e comincia l’ultima parte: 6km in piano che – a causa delle gambe viziate dalla lunga discesa – sembrano una durissima salita. Le gambe cominciano a farsi pesanti. Arriva anche qualche fitta al fianco destro e penso “Noooo! La colica renale proprio adesso NOOOO”. Non posso permettermi di buttare alle ortiche tutto quello che ho fatto fin qui per uno stronzissimo calcolo. Devo tenere duro. Sulla parte destra del percorso – in mezzo alla colorata umanità della corsa non competitiva – vedo 4 ragazze con dei copricapo molto glamour. Allora mi avvicino (allungando il percorso, ma chi se ne frega) e gli urlo “Siete bellissimeeee”. Si fanno una bella risata e mi rispondono quasi in coro: “Anca ti !!!”. Per un attimo mi illudo che dicano sul serio, poi mi interrogo a lungo se si tratti di pietà o di miopia. Tutto questo mi aiuta a non pensare ai dolori che nel frattempo se ne vanno. Cammino un po’ anche al ristoro del Km40 nel tentativo di recuperare fiato in vista dell’arrivo, dove non posso permettermi di giungere strisciando.

Ore 12:55 – Ormai è fatta! Il gonfiabile dell’arrivo è in vista. Manca solo il giro completo di Piazza Unità di’Italia inondata di sole e – finalmente – di folla, dove potrò finalmente festeggiare questa giornata memorabile. A 100 metri dall’arrivo un’ultima emozione: vedo mia moglie tra il pubblico, la saluto e rallento per farmi fare una foto che verrà benissimo: il ritratto della felicità. Ora vedo anche il display sopra il traguardo che segna 3h57 e spiccioli. Allora é proprio vero: ce l’ho fatta! Ho fatto il mio nuovo Personal Best e sono finalmente sceso sotto le 4 ore. Un’altra conferma alla validità del mio motto ‘Running-zen’:

“Non cercare ostinatamente il PB. Sarà il PB a trovare te!”

Comments

  1. zanger says:

    Bellissimo racconto! bello bello bello!!!!
    Bravo Francesco! sono stracontento per te! il caldo e la non piattezza del tracciato fanno valere il tuo PB ancora di piu’!!!
    Ciao!

    1. Foia says:

      Grazie, Zanger!
      Come ho già scritto sul tuo blog, ora tocca a te abbattere il muro 😉

  2. sharky says:

    Grande Foia.
    Mi dispiace solo di non averti più visto … almeno per salutarti.
    Alla prox!

    1. Foia says:

      Se c’è qualcosa di grande qui è il tuo 3:22:31!!!
      Il solito missile….

  3. Rocha says:

    Sempre molto belli i tuoi racconti, bravo sia per la cronaca che per la condotta di gara che ti ha portato al personale !

    1. Foia says:

      Grazie, Triatleta 😉

  4. orzowei says:

    GRANDE FRANCESCO !!
    Mi fa piacere sapere che la ricognizione di Sabato abbia contribuito almeno in piccola parte al tuo grande successo. Belle le foto di Miki, sembriamo runners veri….
    😉

    1. Foia says:

      Orzo, forse è perché SIAMO dei runners veri.
      Lenti, ma veri 😉

  5. igiul says:

    ..e che te lo dico a fare?
    W LO ZEN!
    W LA CORSA!
    W TE che m’hai sverniciato n’altra volta! 😉
    Scherzi a parte.. COMPLIMENTI ANCORA!!!

    1. Foia says:

      Facciamo così: continuiamo ad alternarci nel migliorare il PB in maratona.
      Nel giro di qualche anno siamo sotto le 3 ore. Garantito !!!

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