Mar 122012
 

BirdMancano solo cinque settimane alla Milano City Marathon, ed è giunta l’ora di fare il punto sullo stato della mia preparazione.
Preparazione?… Che parola importante: [pre-pa-ra-zio-ne] Parecchi anni di training manageriale mi hanno persuaso che “Preparation is 90% of success” e questa forma-mentis si è riflessa anche nel modo disciplinato in cui ho affrontato le mie prime otto maratone. Programmi, tabelle, tempi, ripetute, carico, scarico, insomma tutti quei passaggi che rendono l’avvicinamento ad una maratona ben più faticoso della gara stessa. Ma questo avveniva in passato, prima della presa di coscienza avvenuta con l’infortunio di fine 2011.

Ora le mie priorità sono cambiate e con esse il mio approccio alla preparazione, che deve sì rendermi in grado di correre 42Km in modo dignitoso, ma che allo stesso tempo non deve portarmi troppo vicino ai miei limiti – con il rischio di altri infortuni – e soprattutto non deve impedire di divertirmi.

E così questa mia nona maratona la sto preparando senza seguire tabelle inflessibili, ma andando “a sensazione”. Questo non vuol dire rinunciare a correre perché d’inverno sotto il piumone si sta meglio, ma significa farlo in modo meno forzato. Qualche esempio:

  • Sostituire una sessione di ripetute con una corsa leggera nei giorni in cui il motore proprio non gira
  • Togliere spazio alla corsa, per darlo al cross-training: da Gennaio vado in piscina 2 volte alla settimana e questo mi fa sentire davvero bene.
  • Non rinunciare a qualche gara (competitiva e non) anche se il chilometraggio e la data non sono compatibili con una preparazione ortodossa (ad esempio la Stramilano che correrò tre settimane prima della MCM)

Non so se sia merito di questo approccio più rilassato, ma – nonostante la preparazione non sia delle più adeguate – non sono affatto preoccupato all’avvicinarsi del 15 Aprile. Anzi: sono stranamente fiducioso che andrà molto bene. A rinforzare questa fiducia, ci ha pensato il lungo corso ieri mattina: 32Km in solitaria ad una media di 5’35” senza problemi ne’ durante, ne’ dopo mi sembrano un ottimo segnale. Avanti così !!!

PS: L’immagine di questo post è dedicata a Charlie “Bird” Parker, scomparso proprio il 12 Marzo del 1955. Cosa c’entra Bird con la maratona? Beh, non troppo ma mi piace pensare a lui come un’ottima dimostrazione del fatto che anche improvvisando… si possono fare dei capolavori.

Comments

  1. insane says:

    Se la testa è convinta sarà pronta ad affrontare le difficoltà di quèl giorno.. 😉

    1. Foia says:

      Se la testa è convinta… rimangono da convincere gambe, cuore e polmoni 😉