May 022012
 
"Crossing the Ford", William Mulready - Tate collection

“Crossing the Ford”, William Mulready – Tate collection

Oggi mi trovo esattamente a metà strada tra l’ultima maratona corsa (Milano, 15 Aprile) e la prossima (Copenhagen, 20 Maggio)

Mi è già capitato altre volte di correre due maratone a breve distanza una dall’altra:

  • Firenze 2010: 5 settimane dopo Venezia
  • Trieste 2011: 7 settimane dopo Roma
  • Garda 2011: 6 settimane dopo Sapporo

Molti esperti sconsigliano questa pratica perché non consentirebbe al fisico di recuperare a dovere il grosso sforzo di una 42Km. Forse questo ragionamento ha senso per i top runners che – correndo sempre al limite – hanno un reale bisogno di far riposare l’organismo che pretende una tregua. Per chi come me invece le maratone se le corricchia tranquillo in 4 ore, il bisogno di recupero non è poi così importante. Forse si tratta di un caso, ma tutte le volte in cui ho corso una maratona poche settimane dopo la precedente, ho fatto registrare il mio record personale sulla distanza. E poi a me piace molto l’idea di ‘vivere di rendita’ sfruttando l’onda lunga di una 42Km come ultimo lunghissimo e limitandosi ad una strategia di “mantenimento”, evitando così di dover ricominciare la lunga preparazione da capo. Insomma, siamo al paradosso che corro troppe maratone perché sono pigro!

Ma questa volta temo che la situazione sia diversa… Dopo Milano, infatti, sono stato condizionato da una serie di acciacchi che hanno tenuto i miei allenamenti ben al di sotto del livello minimo di mantenimento. Prima un problema al tibiale (non ancora del tutto risolto) e poi il preoccupante ritorno del dolore al ginocchio, mi hanno costretto a parecchie giornate di stop e a dosare con parsimonia il chilometraggio che ad oggi non arriva a 40Km in 17 giorni. A titolo di paragone, nelle tre occasioni sopra citate il mantenimento era stato mediamente attorno ai 30Km settimanali. Una bella differenza…

Vorrà dire che utilizzerò la maratona di Copenhagen per sperimentare una nuova strategia di allenamento: lo scarico estremo. L’importante è che gli acciacchi mi consentano di correrla fino in fondo divertendomi.

Intanto, per cominciare ad entrare in clima gara, ecco il percorso:

Comments

  1. insane says:

    Io sono d’accordo nel sfruttare l’onda lunga di una prima maratona..poi spesso la seconda esce meglio della prima perchè la prima ci ha dato quel qualcosa che mancava alla fine della preparazione,soprattutto per maratoneti amatori da 50-60km a settimana.. 😉
    In bocca al lupo!

    1. Foia says:

      50-60km a settimana? Magari…..

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