Jun 102012
 

JsfStamattina ad Arese mancavano solo Gennario Olivieri e Guido Pancaldi. Con loro, l’atmosfera da Giochi senza Frontiere sarebbe stata perfetta. Una strana gara, questa Marcia di don Bosco. Si tratta di una non-competitiva sule distanze di 7 e 21Km (segno che agli organizzatori non piacciono le mezze misure) che si corre ripetendo tre volte un circuito da 7Km. Non-competitiva si, ma cronometrata (!) con tanto di chip da legare alla scarpa. Ristori frequenti (ogni 3,5Km) con tanto di spugnaggio, ma percorso non totalmente presidiato ne’ segnalato, col rischio concreto di smarrire runners a qualche bivio, cosa più che probabile dal momento che i partecipanti sono così pochi (in totale credo meno di 200) che a partire dal secondo giro ho percorso lunghi tratti in solitaria, perdendo il riferimento di chi sta davanti. Per proseguire con le stranezze, chi ti vedo comparire poco prima del via? Una decina di pacers con tanto di palloncini per tempi da 1h35 a “1 giorno”. Ad un certo punto mi sono chiesto se fossimo su scherzi a parte.

Dopo un violento nubifragio durato mezz’ora e fortunatamente terminato pochi minuti prima del via, si parte con uno start dato a voce senza neanche l’ausilio di un microfono. Il percorso è piattissimo e veloce con una temperatura piuttosto buona per essere a Giugno inoltrato. Lascio quindi andare le gambe, che per i primi Km mi fanno tenere una media criminale attorno ai 4’35”. Mi dico che non può durare a lungo ma tengo duro. Concludo il primo giro del circuito in 33 minuti. Dopo essere passato sul rilevamento cronometrico sento lo speaker che dice (ora col microfono) “Ed ecco il numero 9…”. mi fermo per un sorso di coca, e lo speaker con entusiasmo forzato aggiunge “… che prosegue per la 21!!!” nell’indifferenza generale delle 10 persone presenti.

Durante il secondo giro fatico a tenere il ritmo ma rimango comunque agevolmente sotto i 5’/Km. Ed ecco che – invece di pensare a rallentare come sarebbe opportuno – comincia ad insinuarsi l’idea che forse oggi potrei anche fare solo due dei tre giri previsti. Comincio così ad elencare le motivazioni (leggi “scuse”): sono stanco e poco ‘presente’ con la testa;  questa umidità mi sta uccidendo; se mai dovessi riuscire a continuare con questo ritmo, rischierei di fare il mio nuovo PB in una gara non ufficiale sprecando tanta fatica per nulla; ma soprattutto: non ho alcuna voglia di fare un altro giro!

E così decido di giocarmi il Jolly (non eravamo a Giochi senza Frontiere?) del mio primo ritiro in gara, regalandomi una fantastica doccia calda mentre gli altri – non troppi – runners continuano. Torno a casa senza rimpianti ne’ sensi di colpa, contento del mio allenamento di 14Km corsi a 4’48”/Km di media.

Oggi va bene così.

Comments

  1. Rocha says:

    Giusto così, quando le motivazioni non sono al 100% non vedo perché forzare, in ogni caso il tuo buon allenamento l’hai comunque fatto !

    1. Foia says:

      E comunque – visto che non mi piacciono le cose fatte a metà – la sera dopo sono uscito sotto il diluvio per fare i Km saltati Domenica: i debiti vanno pagati. Con gli interessi 😉

Continuando a navigare in questo sito, autorizzi l'utilizzo dei cookies. Maggiori dettagli

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Chiudi