Jul 242012
 

solidarietaNon amo chiedere. In generale… Odio elemosinare favori e chiedere aiuti di ogni genere. Sarà forse perché mi piace pensare di poter risolvere da solo i miei problemi. Oppure perché voglio evitare di trovarmi in debito e dover restituire il favore. O forse ancora per l’effetto delle troppe pubblicità Denim viste in gioventù: “Per l’uomo che non deve chiedere. MAI!!!”. Insomma, non so con precisione perché, ma rimane il fatto che non mi piace chiedere.

E’ stato quindi un atto quasi contro natura quello di aprire una sottoscrizione benefica in occasione della mia Milano City Marathon. Chiedere a tutti i miei amici, parenti, colleghi e semplici conoscenti di fare un’offerta non è stato certamente facile per me.

Non ne ho mai scritto in queste pagine, ma ora che la sottoscrizione si è chiusa penso che valga la pena fare un bilancio di questa esperienza.

Innanzitutto il risultato. Come obiettivo per la raccolta avevo stabilito in modo totalmente arbitrario di raggiungere la cifra di 1.000 sterline. Alla fine sono arrivato ‘solo’ a 640, ma mi ritengo molto soddisfatto: sono tutti soldi che saranno utilizzati per un buon fine (sostegno ad Emergency) e che forse senza il mio impulso non sarebbero stati donati.

Per gestire questa iniziativa mi sono appoggiato a JustGiving. Si tratta di un’azienda Inglese che fornisce strumenti per la gestione on-line delle donazioni. In sintesi, permettono al promotore di una raccolta (Fundraiser) di scegliere la charity beneficiaria (ce ne sono circa 9000 registrate) per poi creare una pagina personale tramite la quale presentare il progetto, contattare i potenziali donatori, gestire i pagamenti on line (via carta di credito, Paypal, ecc) e monitorare la raccolta. I fondi sono girati al beneficiario una volta dedotto il compenso di JustGiving (tra il 2% e il 5%)

Il meccanismo funziona in modo molto efficiente e sicuro. L’unica pecca è che il sito è stato pensato su misura per il mondo britannico (che è molto più avanti di noi sul fronte del personal fundraising) e quindi ha delle limitazioni per gli utenti di oltre-manica: è solo in Inglese, il pagamento avviene in sterline, le donazioni via SMS sono attive solo per cellulari Inglesi, consente ai soli contribuenti Inglesi di dedurre le donazioni. Esistono anche siti Italiani (ad esempio www.retedeldono.it oppure www.iodono.com ) ma ho preferito JustGiving per il semplice fatto che molti dei miei contatti non sono Italiani e quindi non sarebbero stati in grado di utilizzare questi siti, mentre la maggior parte dei miei contatti Italiani se la cava più o meno bene con l’Inglese.

Ho contattato i potenziali donatori utilizzando diversi canali, principalmente e-mail, Facebook e LinkedIN (con i quali ho raggiunto complessivamente circa 700 persone) e ho ottenuto la pubblicazione della mia richiesta sul sito Intranet aziendale. Proprio dal fronte colleghi è arrivata le delusione più grossa: su circa 450 persone – che non penso abbiano grossi problemi economici – solo 5 (cinque!) hanno fatto una donazione. Non che avessi grandi aspettative dal mondo bancario ma qualcosa in più ci poteva stare. Maggiori aspettative le avevo nei confronti di altri ‘colleghi’: i volontari di Croce Rossa che mi sarei aspettato più sensibili in fatto di aiuti umanitari. E invece anche qui, solo in tre (di cui solo uno della mia squadra) hanno messo mano al portafogli. Una conferma invece viene dagli amici stranieri (per la maggior parte ex-colleghi di varie nazionalità) che hanno donato circa un terzo del totale, testimoniando che la cultura della beneficenza è molto più radicata all’estero, soprattutto nei paesi anglosassoni. Infine, qualche bella sorpresa da parte di persone che mai mi sarei aspettato.

Insomma, a conti fatti è stata sicuramente una bella esperienza a prescindere dal risultato finale. E poi, allenarsi e correre la gara con addosso la ‘responsabilità’ derivante dall’impegno preso con i donatori è stato uno stimolo in più ad impegnarsi.

Comments

  1. insane says:

    Bravo Foia! un abbraccio e spero che per la mamma vada un pò meglio.. 😉

    1. Foia says:

      Un abbraccio anche a te, roccia 😉

  2. Rocha says:

    E’ stata un’iniziativa che ti fa onore, grande Foia !
    Un amico (non so se te lo ricordi, era con me ad Helsinki assieme alla famiglia) mi raccontava che al suo posto di lavoro il sindacato distribuiva i moduli per chi voleva aderire alla trattenuta di 10 Euro sulla busta paga in favore dei terremotati dell’Emilia. Ebbene, su più di 150 persone due adesioni … 🙁

    1. Foia says:

      Ma quale onore, Enrico. Per così poco…. Il vero onore é quello dei tanti volontari che aiutano il prossimo a rischio delle loro vite, senza chiedere nulla in cambio.

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