Jul 092012
 

Chi mi conosce bene sa che sono un tipo preciso. A volte anche troppo…

Un esempio di questa precisione sta nella cura con cui tengo il mio diario di corsa, dove – assieme a tutti i dati cronometrici, climatici e quant’altro – annoto scrupolosamente anche gli eventuali problemi fisici che hanno caratterizzato una corsa. Mi sono reso conto che negli ultimi mesi sul diario appare sempre più spesso la generica frase “Dolore al Ginocchio” dietro alla quale però si nasconde un variegato assortimento di problemi. Visto che tale ambiguità non si concilia con la mia precisione, è giunto il momento di catalogare i miei doloretti dandogli un nome.

Ecco dunque la lista dei tre principali protagonisti, in ordine di apparizione.

bassottiLA BANDA 

E’ il decano dei mie problemi al ginocchio: la Sindrome della Bandeletta Ileo-Tibiale. Dolore intenso sul lato esterno del ginocchio, che persiste anche quando non si corre, soprattutto scendendo le scale. Ho fatto la sua conoscenza nell’inverno 2010, durante la preparazione della mia prima maratona che ne è stata fortemente influenzata. Problema risolto grazie ad applicazioni Tecar e al cambio di scarpe. Non è mai più tornato, e francamente non ne sento la mancanza.

show-must-go-onTHE SHOWSTOPPER

Il primo (e spero ultimo) infortunio serio, nel senso che mi ha costretto ad uno stop di quasi due mesi alla fine del 2011. Localizzato sotto la rotula sul lato esterno, è molto intenso e arriva improvviso come una coltellata, senza preavviso. L’ortopedico l’ha liquidato come generica ‘Gonalgia’. Niente male, per una visita costata 130 Euro. Se n’é andato (il dolore, non l’ortopedico) grazie al mix riposo + nuoto + fisioterapia. Ogni tanto torna a farmi visita come un vecchio amico. L’ho chiamato “Showstopper” perché quando arriva lui, rallentare non serve a nulla: bisogna assolutamente fermarsi!

Geremia_Lettiga_Alan_FordGEREMIA

E’ un dolore vago, di natura imprecisata e non particolarmente intenso che colpisce le rotule, soprattutto nell’affrontare gradini e nelle ripartenze. Ci si può “correre sopra” – o almeno io lo faccio – sperando di non aggravare la situazione. Ultimamente é piuttosto frequente, ma non troppo invalidante. Mi ricorda più gli acciacchi di un vecchietto quando cambia il clima, piuttosto che quelli di un runner. Deve il suo nome a Geremia Lettiga, mitico personaggio del Gruppo TNT, eternamente affetto da tutte le patologie conosciute e non.

Per ora é tutto.In attesa dei prossimi protagonisti…. stay tuned!

Comments

  1. Rocha says:

    Qualche giorno fa, parlando con un ragazzo che vedo a volte in piscina e che si cimenta di tanto in tanto in qualche mezza o 10k, si conveniva sul fatto che la corsa è veramente usurante, entrambi non conoscevamo runners senza tre/quattro infortuni più o meno seri all’attivo. E personalmente aggiungo che tutte le volle che ho provato ad aumentare l’intensità dell’allenamento con lavori più veloci o ripetute in salita mi sono puntualmente fermato dopo poche settimane. Forse pretendiamo troppo e dovremmo limitarci alla classica corsetta di 20 minuti due volte alla settimana ?

    1. Foia says:

      Forse….. ma preferisco prendermi qualche rischio nella vita 😉

      1. Rocha says:

        Idem, la risposta all’interrogativo era scontata 😉

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