Oct 172012
 

recoveryfirstSono giunto a metà del percorso propostomi dal centro di riabilitazione sportiva al quale mi sono rivolto per cercare di risolvere i miei squilibri posturali (per quelli mentali non c’è rimedio…) E’ quindi tempo di fare un primo bilancio di questa esperienza.

Le sedute bi-settimanali sono così strutturate:

  • Laser terapia per il TdA
  • Riscaldamento: 20/25 minuti di cyclette, con particolare attenzione alla postura (posizione del sellino impostata con precisione) e alla F.C. (fascia cardio fornita dalla struttura, lavata e disinfettata)
  • Stretching meticoloso, in particolare per soleo e gemelli
  • Esercizi “eccentrici” per il TdA
  • Esercizi per rinforzare la caviglia e migliorarne la stabilità (con due macchine apposite)
  • Esercizi per tibiali e peronei
  • Tavoletta propriocettiva in tutte le salse
  • Esercizi per sviluppare la “core stability”
  • Gran finale con massaggio trasverso profondo (MTP) alla gamba sx. Mooolto doloroso

Si tratta di un paio d’ore di lavoro piuttosto intenso, sotto l’attenta supervisione di  personale che mi sembra molto preparato e soprattutto – aspetto molto importante – abituato a trattare pazienti sportivi. Di solito le sedute sono dalle 8.00 alle 10.00, quanto basta per farmi arrivare in ufficio giá stanco….

La settimana scorsa ho fatto il test baro-podometrico (in una struttura diversa dal centro Isokinetic). Si è trattato di una serie di misurazioni fatte tramite un tapis-roulant munito di sensori e di telecamera che registrano all’unisono le variazioni di appoggio e la distribuzione dei pesi. Questi rilievi vengono fatti da fermo, camminando ed in corsa: i primi due a piedi nudi, ed il terzo con le proprie scarpe da running. Ne risulta una quindicina di pagine ricche di valori e grafici (a me incomprensibili) che descrivono il mio appoggio nelle tre diverse situazioni. L’operatore ha detto che secondo lui sarebbe indicato un plantare, ma lascia questa decisione all’ortopedico.

Ortopedico che ho rivisto Lunedì per la visita di controllo. Secondo lui i risultati del duro lavoro si stanno giá vedendo: il diametro del polpaccio ‘debole’ ora é maggiore dell’altro. Inoltre, ho guadagnato circa 6 gradi di mobilitá della caviglia (misurando la differenza degli angoli di massima flessione ed estensione) e anche l’equilibrio generale é migliorato. Tutto questo dovrebbe contribuire a ridurre le sollecitazioni ‘nocive’ durante la corsa e a migliorare l’appoggio. Per quanto riguarda il test baro-podometrico, l’ha esaminato ma per il momento preferisce attendere i risultati del ciclo di trattamenti – e l’esito della maratona di Torino – per decidere se ricorrere o meno ad un plantare.

Prossima visita il 5 Novembre.test di appoggio

Comments

  1. Ale57 says:

    Prevedo a breve un notevole salto di qualità. Continua così e i risultati arriveranno!

    1. Foia says:

      Più che al salto di qualità, in questo momento la priorità sono quelle di guarire e di creare le condizioni per evitare nuovi infortuni. Se poi vengono anche i risultati, tanto meglio 😉

  2. insane says:

    Ti chiederò info su ortopedico e centro per i plantari… è un anno abbondante che mi trascino una piccola gnocca sulla pianta per del piede destro,poco sotto l’alluce..

    1. Foia says:

      Ho alcuni amici molto bassi che sarebbe ben contenti di avere una piccola gnocca 🙂

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