Nov 182012
 

Foia_Gran_TorinoUn lunghissimo rettilineo finale: più di un chilometro tra due ali di folla che applaude e urla di non mollare. E’ impossibile non rispondere ai loro incitamenti, e allora raschio in fondo al barile per trovare le ultime energie che mi consentano una ‘volata’ o quantomeno un passo dignitoso. Il cronometro sopra il traguardo dice 3h56’23” ma non sono contento, anche se dovrei esserlo. Dopotutto, oggi anche solo arrivare fin qui non era del tutto scontato, dopo l’infortunio di Agosto. E poi un tempo sotto le 4 ore non é da buttar via.

Ma allora perché questa brutta sensazione?…

Mi é capitato altre volte di presentarmi al via in condizioni non ideali. Ma questa volta forse é peggio del solito. La preparazione ė stata superficiale, con un solo lungo «vero» da 30km; sono reduce da un infortunio che non sono sicuro sia del tutto recuperato; nelle ultime settimane si ė anche risvegliato il dolore al ginocchio sinistro che mi aveva costretto a saltare Torino 2011; dulcis in fundo: da un paio di giorni ho un mega-raffreddore che mi costringe a respirare a bocca aperta. Con premesse del genere, una persona dotata di raziocinio affronterebbe 42km con molta prudenza lasciando da parte ogni ambizione cronometrica, e pensando solo a divertirsi.

E invece… non so cosa mi é preso, ma una volta smaltito il traffico iniziale le gambe cominciano a girare sempre meglio, e io le assecondo lasciandole impostare un ritmo folle attorno ai 5’10″/Km. Mi sento bene e le gambe macinano chilometri senza problemi “meccanici”. Comincio ad accarezzare l’idea di tentare un attacco al mio personale; dopotutto sto andando 15″ al Km più veloce di quello che servirebbe e dopo 10Km ho già due minuti abbondanti di vantaggio sull’ipotetica tabella di marcia. Mi rendo benissimo conto che sarà impossibile tenere questo ritmo fino alla fine ma continuo così, ingolosito dall’idea del PB. Insisto, e passo alla mezza in 1h51′. Già penso a cosa scriverò sul blog e mi viene l’ideona di utilizzare la locandina di Gran Torino per il post che descrive l’ennesimo personale inaspettato.

Verso il Km 23 comincia un calo progressivo che nel giro di mezz’ora fa scendere il mio passo attorno ai 5’30”. La fatica e la mancanza di lunghi cominciano a farsi sentire, ma ci credo ancora: al trentesimo continuo ad avere un discreto vantaggio sulla tabella di marcia e – nonostante ci siano tutti i segni del muro all’orizzonte – mi costringo ad accelerare riuscendo a fare un paio di Km a buon ritmo. Però quando la benzina finisce, la testa può fare ben poco… Il colpo di grazia arriva al trentacinquesimo, quando sento dietro di me avvicinarsi uno che grida come un ossesso incitando gli altri. E’ il pacer delle 3h50 alla guida del suo plotone con atteggiamento marziale. Se fino a quel momento almeno mentalmente stavo reggendo molto bene, alla vista del gruppetto che mi lascia inesorabilmente indietro anche la testa decide che per oggi ne ha abbastanza e si spegne definitivamente. Da quel punto in poi, penso solo ad arrivare al traguardo limitando il più possibile i danni e la durata dei tratti al passo, per non rischiare di trasformare il raffreddore in polmonite.

E ora, invece di festeggiare per essere arrivato in fondo senza danni (cosa non del tutto scontata dopo l’infortunio) mi ritrovo qui ad analizzare la mia gara come se fosse stata un disastro. Alla fine, la cosa che più mi fa arrabbiare é che mi sono lasciato ‘ingolosire’ da ambizioni di PB del tutto immotivate che mi hanno rovinato la giornata. Non tanto perché il personale non é arrivato ma perché – cosa molto più grave – non mi sono divertito come al solito. Il fatto stesso che questo racconto sia incentrato su tempi e strategia invece che sulle emozioni positive, é un segno di come abbia vissuto male questa gara. Spero che tutto questo mi serva da lezione per il futuro.

“I’ll blow a hole in your face then go inside and sleep like a baby” – Walt Kowalski

Come vedete, alla fine ho deciso di utilizzare comunque la foto di Clint Eastwood per questo post. D’ora in poi la userò come antidoto alle ambizioni da cronometro. Se mai dovesse capitarmi che durante una gara la “smania da PB” sta rischiando di rovinarmi il divertimento, basterà ricordare Walt Kowalski e il suo fucile per riportarmi a più miti consigli.

Comments

  1. inferetorunning says:

    Bello vederti felice durante la corsa! Nonostante tutto ti sei divertito e queso e’ l’importante. saranno questi i ricordi che conserverai di questa corsa.

    1. Foia says:

      Beh, in tutta onestà questa volta non mi sono divertito come al solito.
      Ero troppo concentrato sul tempo per godermela fino in fondo.
      E anche questa è stata una lezione….

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