Dec 202012
 

AnalysisUn altro anno podistico sta per concludersi, ed è ora di tirare le somme andando a vedere quali erano i buoni propositi stabiliti 12 mesi fa. Eccoli, così come li avevo riportati sul blog

1. Tornare a indossare un pettorale in una gara competitiva
Quando è stato scritto, non era così ovvio come appare ora : stavo riprendendomi dal mio primo infortunio ‘semiserio’ e avevo davvero il timore di non poter tornare alle competizioni. Obiettivo raggiunto!

2. Correre più tapasciate domenicali al posto degli allenamenti solitari
Nei primi 6 mesi dell’anno ho corso più tapasciate (otto) che sommando quelle corse nei tre anni precedenti. Purtroppo, da Luglio in poi le mie Domeniche sono state impegnate in altro modo e quindi ho dovuto abbandonare questa buona abitudine. Nonostante questo, direi che l’obiettivo è centrato.

3. Più qualità, meno quantità
Il buon intento di preservare la durata della mia “carriera da runner” a discapito dei Km corsi e del numero di gare è andato disatteso. Mentre scrivevo che “nel 2012 non farò di sicuro quattro maratone ma mi limiterò ad un paio, al massimo tre” ero indubbiamente influenzato dall’infortunio appena subito, ma conoscendomi avrei dovuto sapere che era un proposito irrealistico. Anche in termini di Km, il 2012 si chiuderà con un totale superiore al 2011. Obiettivo Fallito!

4. Tempi: 3h50’ in maratona e tentare una limatina al PB sulla mezza
Sulla mezza ci sono andato vicino. Nella 42Km invece ho centrato con precisione millimetrica le 3h50’. Obiettivo parzialmente raggiunto

5. Spazio al cross-training
Al nuoto e al rowing, si sono aggiunti gli esercizi (stretching – core stability – posturali) che ho imparato durante la riabilitazione della tendinopatia. La mia settimana tipo ora prevede 3 sessioni di corsa, 2 di nuoto e una di ‘ginnastica’. Per quanto riguarda il nuoto, la mia tecnica è ancora scarsa ma ho notato un leggero miglioramento. Obiettivo centrato

Obiettivi a parte, quest’anno si farà ricordare per il brutto problema al Tendine d’Achille che – se da un lato mi ha tenuto al palo più di un mese – mi ha insegnato alcune cose che mi torneranno utili nel mio futuro da runner. Per la serie: “Ciò che non mi uccide, mi rende più forte”

Continuando a navigare in questo sito, autorizzi l'utilizzo dei cookies. Maggiori dettagli

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Chiudi