Apr 282013
 

LogoLa prima parola in spagnolo che leggo una volta arrivato all’aeroporto di Madrid é “SALIDA“. So benissimo che significa “uscita”, ma lo prendo come un triste presagio. E pensare che ci avevo provato a prepararmi alle salite, introducendo nella mia tabella un allenamento settimanale sul tapis roulant inclinato. Evidentemente, non é stato sufficiente visto che ho sofferto molto il percorso ondulato. Anche se forse la parola “ondulato” non rende bene l’idea.

Domenica la sveglia suona alle 6:00. Prima ancora di andare in bagno controllo il meteo, sperando che le previsioni dei giorni scorsi siano sbagliate. E invece ho la conferma di quello che temevo: vento gelido molto forte (20Km/h con raffiche fino a 40) e temperatura rigida. Non è certamente il freddo a spaventarmi, ma il vento proprio mi fa soffrire. Pazienza…

Running ForumVerso le 8:00 mi dirigo in Plaza de Cibeles per consegnare la borsa e per incontrare gli altri ragazzi del Forum. Il raduno pre-gara ormai é un punto fermo di ogni competizione, in qualunque parte del mondo si corra. Anche se oggi siamo solo in tre (Salva, Franci ed io) é comunque molto piacevole fare le solite chiacchiere e la foto di rito.

Il vento é davvero fastidioso e fa percepire una temperatura di molto inferiore ai 4 gradi effettivi. In queste condizioni, l’attesa della partenza sembra infinita. Per fortuna ci sono alcune piacevoli distrazioni, come il pacer delle 4h15′ che si presenta a torso nudo con un copricapo da nativo americano, o le due ragazze del Boston College che vengono fermate da tutti per un high-five, una battuta o per una foto. Già, Boston… solo due settimane fa accadeva l’inimmaginabile. E ora siamo qui, a commemorare in silenzio le vittime. E’ solo un gesto simbolico, ma non riesco ad evitare un groppo in gola.

Finalmente si parte! Nonostante tra maratona, mezza e 10Km siamo circa 26.000 runners, grazie ai larghi viali di Madrid non ci sono intasamenti e si scorre via abbastanza bene. Il freddo accumulato durante l’attesa ci mette parecchio a sciogliersi e mi guardo bene dal privarmi della mia orribile felpa: la terrò addosso per quasi due chilometri prima di appoggiarla ad un cestino dell’immondizia. Il percorso comincia quasi subito ad ondularsi, ma gambe e mente sono ancora fresche e non se ne accorgono nonostante si continui a salire. Dopo lo stadio Bernabeu quelli della 10Km deviano a destra e ci salutano, ma rimaniamo comunque parecchi.  Verso il km8 devo fermarmi per una breve pausa pipì: con un colpo di vento, la natura decide di restituirmi sulle gambe quello che avevo regalato ad un cespuglio. Pare proprio che il mio odio nei confronti del vento sia ricambiato.

In questo tratto prevalgono i tratti i discesa e lascio girare le gambe, pur con il timore di stressarle troppo. Per questa gara non ho una vera e propria tabella di marcia, ma mi sembra di essere troppo veloce, soprattutto considerando cosa mi aspetta più avanti. A tratti compare il sole, ed il vento sembra dare un po’ di tregua, ma è una cosa passeggera. Al Km 12 – mentre arranchiamo su un vialone in zona Nuevos Ministeros – scorgo una sagoma conosciuta: è quella di Birgitta, la mia amica/collega che era inspiegabilmente partita in seconda griglia. Il fatto che l’abbia già recuperata partendo dal fondo conferma che sto andando troppo forte. Rallento per scambiare due parole e mi spiega di essere in difficoltà per l’assenza di bagni. Mi intima di non aspettarla, e si dirige verso una via laterale per trovare un posto adeguato al… bisogno.

Mentre il percorso si avvicina al centro, la presenza ed il calore del pubblico aumentano. Quando passiamo da Calle Gran Via e da Puerta del Sol sono in migliaia a gridarci “Animo“, “Vamos” e a darci il cinque. Questi incitamenti vanno ad aggiungersi all’effetto adrenalinico delle rock band per un mix piuttosto ‘dopante’ che mette le ali ai piedi. Continuo a ripetermi di stare calmo, visto che il peggio deve ancora arrivare. Ed un assaggio arriva al Km 20: dopo aver superato il Palazzo Reale arriva il primo vero strappo in salita, al quale si aggiunge un fortissimo vento contrario che mi provoca una crisi di freddo. Il passaggio alla mezza maratona (1h55’05”) conferma per l’ennesima volta che nella prima parte sono andato troppo forte. E ora ci si mette pure un lungo discesone a peggiorare le cose, portando il mio passo a livelli da ripetute e sollecitando le ginocchia in modo preoccupante.

L’ingresso nel parco di Casa De Campo segna una svolta nella mia gara: ho freddo, le gambe dure, lo stomaco chiuso e diminuisce il sostegno del pubblico (sempre presente ma non ai livelli del centro città). Come risultato, dal Km27 comincia a manifestarsi quella che sarà una lunga ed ineluttabile crisi. Penso che sia un po’ troppo presto, soprattutto considerando che gli ultimi 7 Km saranno i più difficili. Ma decido di non preoccuparmene troppo e di godermi l’evento senza pensare al cronometro.

Altimetria MadridUna volta fuori dal parco, si ripete a parti inverse la scena del Km 12: stavolta è Birgitta ad affiancarmi, e sono io quello in difficoltà. La vedo correre bella sciolta e si capisce che sta bene, io invece mi sento uno zombie. Corriamo assieme fino al Km35 dove io mi fermo per bere e la lascio andare. Da questo punto in poi i ricordi sono offuscati e prevalgono due immagini nella mia mente: le strade inesorabilmente e sadicamente in salita, ed il meraviglioso sostegno del pubblico. In alcuni tratti sembra di essere al Tour de France, con la folla ai lati che fa sentire la propria presenza quasi fisicamente e che incita tutti a gran voce con bugie pietose quali “Campeon“, “Muy Bien” “Fenomenal“. Ormai le pause al passo sono frequenti, e mi valgono qualche incitamento ad-personam come “Vamos Italia!“. Nemmeno la vista del Parque del Retiro – dove gli spiritosi organizzatori hanno deciso di piazzare il traguardo – serve a darmi la forza necessaria a correre gli ultimi 2 Km ad un ritmo decoroso.

Mi ero avvicinato a questa Maratona senza nessuna ambizione cronometrica, proprio perché cosciente della sua durezza e quindi mi ero detto “quello che viene viene, l’importante é divertirsi” e quindi non sono particolarmente deluso del mio tempo finale. E poi 4h05′ é tutto sommato un tempo dignitoso in queste condizioni. Quello che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca é stato invece il crollo progressivo e ‘anticipato’ che mi ha costretto a camminare lunghi tratti nella parte finale. Forse ha anche influito il fatto di essere arrivato a Madrid un po’ stanco: negli ultimi 5 mesi ho corso 4 maratone (di cui una da PB) e due mezze entrambe da PB.

Direi che ora posso (devo) concedermi un po’ di riposo, prima di cominciare a preparare Berlino.

Comments

  1. unalieno says:

    bellissimo racconto come sempre!
    complimenti per la tua corsa, è sempre una soddisfazione arrivare in fondo e quando è difficile come questa volta la soddisfazione è ancora maggiore 😉

  2. sharky says:

    Bel raccont. Peccato di non averti incontrato. Alla prox

  3. leonardo says:

    bravo francesco. ora ti meriti un po’ di riposo!
    ciao.