Sep 192014
 

monzaGentlemen start your engines

Ogni volta che metto piede sul circuito di Monza la mente non può fare a meno di tornare a questa frase e ai bei ricordi che mi evoca. Mi riferisco alla voce metallica che la pronunciava al momento di premere il bottone “START” per dare il via ad una delle memorabili sfide tra colleghi nella sala giochi di Via San Sisto, dove le quattro postazioni di DAYTONA USA erano da noi monopolizzate durante la pausa pranzo.

In effetti, fa sempre una certa impressione trovarsi schierati alla partenza di una gara proprio su quello stesso asfalto che per ottantacinque volte ha visto sfidarsi le F1, l’ultima delle quali proprio sette giorni fa. Beh, schierati… quelli che sono riusciti ad entrare in griglia, visto che a causa dell’alto numero di partecipanti molti come me sono stati costretti ad una partenza dai Box. Ma grazie anche alla larghezza della pista, questo non rappresenta un handicap riesco ad impostare fin da subito un buon ritmo.

L’obiettivo principale di oggi è quello di fare un buon allenamento al posto delle ripetute 3×7000 a RMA previste nella tabella per Chicago. L’obiettivo secondario è quello di approfittare del buon periodo di forma, provando a “tirare” per vedere se riesco a ritoccare il primato personale che ormai risale al Novembre scorso. So che non è l’occasione ideale per un PB: il percorso di Monza è ‘nervoso’, con alcuni sottopassi impegnativi e poi fa piuttosto caldo. Ma decido comunque di provarci, forte anche della tranquillità psicologica derivante dal non avere alcun tipo di pressione per ottenere un risultato.

E così – dopo un primo km di “assestamento” – imposto subito un passo piuttosto aggressivo in compagnia dell’amico Pier. Le gambe hanno voglia di girare e le assecondo, inanellando una serie di parziali tutti sotto i 4’30”/Km anche grazie ad una impercettibile dislivello negativo nella parte iniziale. Corro bene al punto che Pier – atleta ben più forte di me – mi dice che se continuo ad andare così forte tra un po’ mi deve lasciare andare perché fatica a starmi dietro. Verso il Km 9 cominciano i primi saliscendi che come al solito mi fanno soffrire: riesco a sfruttare le discese ma non abbastanza da compensare i rallentamenti che subisco nelle salite. E così, dopo il ristoro del decimo km Pier comincia ad allungare (ed io a rallentare) fino a che lo perdo di vista definitivamente.

Mi ritrovo a metà gara già stanco, accaldato, con le gambe provate dal ritmo scriteriato tenuto finora, con la parte peggiore del percorso ancora davanti a me, e senza più compagnia. Bella prospettiva… Ma comunque ci voglio provare e continuo ad un ritmo più blando ma comunque in zona PB. E poi, scopro ben presto di non essere solo. Infatti, incrocio alcuni degli amici incontrati al raduno pre-gara: Paolo, Alberto, Francesca. La loro presenza quasi costante mi aiuta a non mollare.

La mia precedente partecipazione a questa gara risale ormai a cinque anni fa, e magari nel frattempo ho ‘rimosso’ i brutti ricordi, non so… sta di fatto che davvero non ricordavo tutti questi sali-scendi, ma solo due o tre sottopassi dei quali solo l’ultimo piuttosto duro. E invece il percorso è davvero tosto, molto più di quanto pensassi. Il momento peggiore arriva al ristoro del quindicesimo Km, dove – con la scusa di bere con calma – mi concedo qualche decina di metri al passo. Alla ripartenza va meglio, ma non benissimo. Un rapido calcolo mi dice che posso permettermi un passo più tranquillo negli ultimi 5km per gestire il vantaggio accumulato ed agguantare comunque il PB. E così faccio, fino al momento del rientro sul circuito, quando capisco che ormai è fatta e sparo allora tutte le energie residue nell’ultimo chilometro che copro in 4’30”.

Taglio il traguardo con un tempo finale di 1h37’12” e festeggio il mio nuovo personale con gli amici appena arrivati. Se assieme al risultato cronometrico si considerano la giornata calda, i malefici saliscendi il buon dato del cardio (160bpm di media) e la condizione di relativa freschezza con cui ho tagliato il traguardo, il PB di oggi ha un sapore particolarmente dolce e mi fa ben sperare in prospettiva Chicago.

Comments

  1. Andrea says:

    Bellissima gara coronata da un inaspettato ma meritatissimo PB, Francesco… ed ora alla conquista di Chicago!

    1. Foia says:

      Grazie, Andrea.
      Sai, questa volta non é stata proprio una sorpresa: vista la buona condizione un po’ me l’aspettavo, e poi quando ho visto che era una “giornata si” l’ho cercato

Continuando a navigare in questo sito, autorizzi l'utilizzo dei cookies. Maggiori dettagli

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Chiudi