Jan 102016
 

Stracasorate - fogE anche quest’anno eccomi qui, per quello che ormai è diventato un appuntamento fisso. Si tratta infatti ormai della mia quinta partecipazione consecutiva a questa bella tapasciata invernale. Oggi l’obiettivo è quello di portare a casa una ventina di km per completare il bi-giornaliero cominciato ieri sera, in preparazione della maratona che correrò tra due settimane. La difficoltà principale in questo tipo di allenamento è di natura energetica, visto che bisogna correre la seconda parte con il serbatoio completamente vuoto (ieri sera dopo la prima parte, cena ipoglicemica e stamattina niente colazione) in modo da simulare la situazione che si crea negli ultimi km della maratona, abituando così l’organismo ad attingere alle riserve di grasso quando il glicogeno è ormai terminato. Traduzione: si corre con la fame, dal primo all’ultimo km.

Con queste premesse, non è una bellissima notizia quella che mi accoglie al banco delle iscrizioni: oggi il percorso da 21km – per non meglio precisate “cause di forza maggiore” – è stato prolungato a 24. Per un attimo penso che potrei accontentarmi del percorso da 14, ma poi (anche per compensare il senso di colpa per averne corsi solo 19 ieri sera, visto che mi ero stufato della pioggia) decido di affrontare le mie responsabilità di runner adulto e scelgo il tracciato più lungo, con buona pace della pubalgia.

Già, la pubalgia… il fisico non ha avuto tempo di recuperare l’uscita di ieri, e i dolori mi accompagnano fin dall’inizio; ma ormai ci sono abituato e non ci faccio quasi più caso. Imposto un ritmo molto tranquillo e parto, godendomi il percorso e la compagnia di molti runners. Le piogge di ieri hanno reso alcuni tratti fangosi, ma senza esagerare, e comunque niente a che vedere con le sabbie mobili dell’edizione 2013. Oggi la nebbia che solitamente accompagna questa gara non è di quelle impenetrabili che ti fanno pensare di correre nelle nuvole (o ti fanno perdere, come mi è successo nel 2014) ma è presente quel tanto che basta per regalare piacevoli scorci di “inverno lombardo”.  E così, tra un ristoro e l’altro, arrivo al punto in cui il percorso si ricongiunge con quello da 14km per la parte finale. Soltanto che i conti non tornano: i cartelli indicano che chi corre la 14km si trova al dodicesimo: ciò significherebbe che io dovrei trovarmi al ventiduesimo, e invece il Garmin ne segna solo diciannove. Mentre mi chiedo senza alcun rimpianto dove siano finiti i 3km extra, avvisto Miki e la raggiungo mentre procede imperturbabile col suo passo tranquillo. “Ci vediamo alla macchina” le dico, e la sorpasso sospinto ormai solo dal miraggio della pasta e fagioli che mi attende al ristoro finale.

Alla fine, i km saranno 22,2 completati ad una media un filo sotto i 5’30”. Bene così!

 

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