Apr 202016
 

MappaCranioÈ giunto il grande giorno: dopo l’incontro con finalità diagnostiche di un mese fa, oggi ho finalmente la prima seduta Kinesiologica.

Mi stendo sul lettino e  “la Gazzella” comincia a toccacciarmi varie parti del corpo testando la differente velocità di risposta dei muscoli, per indagare le cause del mio disequilibrio. O almeno questo è quello che ho capito… Sì perché è davvero difficile stare dietro alla sua parlantina, che fa da costante sottofondo alle manovre. A frastornarmi non è tanto la quantità di informazioni che mi bombardano, ma piuttosto la loro natura a volte davvero difficile da digerire. Mi parla di strane relazioni tra diverse parti del corpo, di “canale di ingresso” e “canale di uscita” dell’energia, di telepatia. Sono confuso…

Ad un certo punto, mentre mi tasta il cranio, dice che ho una bella “cresta ossea” tipica dei  “soggetti riceventi” e parte con uno spiegone sulla sensibilità ricettiva nei confronti degli altri e anche dei segnali provenienti dall’interno, al termine del quale mi chiede se ho capito. Mi sembra scortese dire che hanno tutta l’aria di essere stronzate new age e non capisco quale sia il nesso con la mia pubalgia. Mi limito quindi a rispondere che, beh… no, non sono sicuro di aver capito. Dopo la seconda spiegazione che include anche un’ardita digressione sulla relazione tra tratti somatici personalità e facoltà mentali, con notevole diplomazia le dico che il tutto mi ricorda un po’ la fisiognomica lombrosiana. Purtroppo non sa chi sia Cesare Lombroso, e quando le spiego che sostanzialmente si tratta di teorie ottocentesche prive di fondamento scientifico sembra non cogliere il mio scetticismo, e continua imperterrita.

Le sue manovre si susseguono a ritmo serrato, richiedendo una mia attiva e spesso coreografica partecipazione: ad occhi chiusi, tenendomi le mani sulla testa o sulla pancia, con la lingua di fuori, ruotando gli occhi o tossendo. Alcune sono fastidiose (come la compressione addominale mentre tossisco) altre proprio dolorose, come quando preme con forza l’articolazione temporomandibolare dall’interno. E intanto parla, parla, parla… non solo di quanto sta facendo ma anche della sua vita privata. Non so se questo eloquio faccia parte della terapia, ma almeno contribuisce a far passare il tempo meglio di un cruciverba senza schema. Al termine della seduta (quasi un’ora) mi congeda dandomi appuntamento tra due settimane. La parte migliore è quando – dietro mia specifica domanda – mi dice che nel frattempo non devo cambiare le mie abitudini e posso correre normalmente.

All’uscita incontro Lion King che mi chiede come è andata. Evito di esprimermi e gli dico che, nell’attesa di vedere i risultati, per il momento preferisco sospendere il giudizio. Ed è quello che intendo fare, anche se è sempre più difficile.

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