May 222016
 

trezzanoL’abituale ricerca della tapasciata settimanale si stava rivelando infruttuosa: nelle solite fonti Internet stavo trovando solo gare molto lontane da casa che ci avrebbero costretto a levatacce improbabili, per non parlare del fatto che considero un controsenso spararsi 40 o 50km di automobile per correrne solo una quindicina. Poi ho inaspettatamente scoperto l’esistenza di questa “Trezzano in Corsa“. È stata una sorpresa perché nonostante Trezzano sul Naviglio sia molto vicina a casa e si trovi da anni al centro dei miei lunghi, non avevo mai sentito parlare di questa manifestazione.

La partenza unica alle 9:00 ci consente di ronfare più del solito e di arrivare con tutta calma. In zona partenza c’è una bella atmosfera: tapascioni, runners hard-core, famiglie con bambini e cani al seguito, podisti occasionali: insomma una varia umanità accomunata dalla voglia di muoversi. Scambio un saluto con gli onnipresenti Ludo e Fabrizio, e si parte: io per la 15km, e Miki per la 9km.

Il percorso, sebbene 100% cittadino, è abbastanza piacevole grazie ai passaggi nelle zone residenziali e soprattutto nel Parco del Centenario. Non si può dire altrettanto della parte centrale, che dal km6 attraversa una zona industriale dove la maggiore attrattiva è rappresentata da squallidi capannoni. Oggi la pubalgia sembra essere sotto controllo e mi concedo qualche tratto un po’ troppo arzillo, con addirittura un paio di km sotto i 4’45. Ovviamente la cosa non può durare, visto che lo stato di forma è molto precario. Per fortuna ho l’alibi del caldo: bello ronfare, ma partire alle 9:00 a fine Maggio non è il massimo per la temperatura. Alla fine mi porto a casa 15km alla media di 5’15” che in questo periodo devo considerare come un risultato più che accettabile.

Tra i lati positivi di questa manifestazione, da segnalare la presenza di molti volontari, praticamente ad ogni incrocio. Peccato che non sempre avessero la necessaria esperienza: le anziane signore in ciabatte fanno molta simpatia ma purtroppo hanno poca esperienza di viabilità. I ristori lungo il percorso sono stati frequenti, ma troppo ‘light’: solo acqua e zucchero. Da rivedere l’orario di partenza, visto il rischio molto concreto di trovare caldo in questa stagione. Discutibile anche la formula che non prevedeva l’iscrizione senza riconoscimento, obbligando a pagare 5€ per una bottiglia di vino. Forse il ricavato è servito a pagare servizi che in una tapasciata sono davvero superflui, come il servizio cronometraggio (ma poi c’era una classifica? Boh…) e i pettorali con tanto di sponsor. Insomma, tanta buona volontà ma idee un po’ confuse per questa giovane manifestazione, che ha margine per migliorare.

 

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