Sep 182016
 

Welcome to OzzeroAmore a prima vista: non saprei in quale altro modo definire il mio rapporto con questa manifestazione scoperta quasi per caso l’anno scorso . E quindi, nonostante la pioggia insistente, alle 7:30 siamo già sulla strada che ci conduce in quel di Ozzero. Al nostro arrivo non piove più, e due arcobaleni colorano il cielo: “Buon segno”, penso.

Dopo una breve attesa per l’iscrizione, saluto Miki e parto convinto: oggi mi sono messo in mente di andare oltre quota 20Km, cosa che non faccio ormai da sei mesi. La strategia è molto semplice: partire piano, e poi… rallentare. Scherzi a parte, anche se non ho particolari obiettivi cronometrici, oggi voglio evitare a tutti i costi le soste ‘inutili’: mi fermerò solo ai ristori.  Imposto così un passo tranquillo e mi godo il paesaggio che rimane molto piacevole anche se manca il clamoroso cielo azzurro dell’anno scorso. In particolare trovo molto bello il tratto nel bosco e i passaggi in mezzo al mais, stranamente non ancora raccolto anche se siamo ormai nella seconda metà di Settembre. Tutto funziona per il meglio fino al dodicesimo km, quando la strada comincia a salire verso Fallavecchia. Devo rallentare e in alcuni tratti camminare quando la pendenza si fa impegnativa, almeno per i miei standard.

Attorno al km 15 sento che la crisi sta per arrivare, e allora mi impongo di trovare un appiglio per non mollare. Lo trovo laggiù in fondo, circa trecento metri davanti a me. È un puntino rosa che corre con passo armonioso e costante: la devo raggiungere! E così metto da parte tutti gli alibi che mi hanno accompagnato in questi mesi difficili e comincio una progressione che mi porterà a raggiungere e superare l’inconsapevole leprotta. Al ristoro successivo me la prendo comoda e la pink mi sorpassa di nuovo. Non posso permetterlo, e allora mi rimetto all’inseguimento. La cosa si ripete alcune altre volte, fino a quando me la scrollo definitivamente di dosso e affronto la parte finale tutto ringalluzzito. Alla fine saranno quasi 22km corsi ad una dignitosa media di 5’15″/km e conclusi con il morale alto.

Ristoro finale eccellente in compagnia di Miki, reduce dal percorso di 9km. Tutto buono, peccato solo per il risotto un po’ insapore che è stata l’unica nota leggermente stonata della giornata.

Nel pomeriggio e per tutto il giorno seguente la pubalgia prenderà la sua rivincita, ma i dolori non saranno sufficienti a cancellare la soddisfazione per il piccolo traguardo raggiunto né ad abbassarmi il morale: Martedì mi aspetta il ritorno delle ripetute! E stavolta senza lepre…

 

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