Oct 232016
 

ROTARYMARATHON_smallMaratonina da correre a sensazione“: questo prescrive la tabella di Albanesi per l’ultima uscita della quinta settimana. E così non ho avuto esitazioni quando ho saputo che vicino a casa si sarebbe tenuta la prima edizione della Rotary Marathon dei Navigli, evento che prevede anche la mezza distanza.

Qualche dubbio in più l’ho avuto quando si è trattato di definire il parametro “a sensazione“. Dopo essermi a lungo dibattuto nella scelta tra le innumerevoli sensazioni possibili ed aver definito una short-list che comprendeva “imbarazzo” “angoscia” e “pentimento“, mi rendo conto che l’emerito coach non si riferiva alla sfera emotiva ma a quella podistica. Non che questo mi faciliti le cose: dopo sette mesi di assenza dalle competizioni (ben 17 dall’ultima mezza) e un lungo periodo trascorso nel segno dei dolori legati alla pubalgia, non ho riferimenti e fatico a immaginare cosa mi possa/debba aspettare per oggi.

E così – dopo qualche piacevole chiacchiera tra amici – parto un po’ alla cieca, con l’idea di stare attorno ad un prudente passo di 5’10″/km. Le gambe invece hanno voglia di andare un po’ più forte, e allora le assecondo ritrovandomi – dopo qualche strettoia e il traffico iniziale – agevolmente in zonacinque. Nonostante la pioggia (leggera ma continua) contribuisca a rendere ancora più malinconico il paesaggio autunnale, il mio morale è bello alto grazie alla facilità con cui riesco a mantenere il ritmo. A proposito di paesaggio: mi chiedo cosa abbia spinto gli arguti organizzatori a pianificare la Maratona dei Navigli proprio ad Ottobre, che da tempi immemori è periodo di asciutta dei canali. Bah…

Dalla zona inguinale non giungono segnali particolari, a parte il solito fastidio. A darmi qualche preoccupazione è invece il lato sinistro, con lo strano dolore all’anca che si era già manifestato domenica scorsa nella parte finale del mio lungo lento. Provo ad ignorarlo, ma si fa sentire in modo piuttosto invadente soprattutto quando affronto tratti in pendenza. Eh già, perché la brutta sorpresa del giorno (almeno per me) è proprio la natura ondulata che assume il percorso nel suo terzo quarto. Nulla di clamoroso, ma abbastanza da disturbare il podista medio della bassa padana, abituato a strade piatte come piadine. Per fortuna riesco a recuperare bene lasciando andare le gambe nei tratti in discesa, così che il passo medio non ne risenta se non per qualche secondo.

Tengo duro ancora un po’ finché arrivo alle porte della città, dove mi attende una breve passerella nelle vie del centro, di fronte ad un pubblico silente e con le mani troppo impegnate a reggere ombrelli per poter applaudire gli atleti. Nonostante la mancanza di tifo il morale è alto e gli ultimi due chilometri sono i più veloci della mia giornata, portandomi al traguardo con un tempo finale che va al di la delle mie più rosee aspettative. Ora so che oggi “a sensazione” significa “soddisfatto e fiducioso” soprattutto per la ritrovata voglia di competere.

Infine, alcune note sull’evento.
Se consideriamo che si trattava della prima edizione (con tutte le incognite del caso) l’organizzazione se l’è cavata piuttosto bene. Buona la logistica con ritrovo, spogliatoi e deposito borse al coperto. Percorso ben presidiato e segnalato, nonostante abbiano fatto un po’ di confusione con i cartelli ai km 14 e 15. Ristori adeguati, anche se personalmente avrei preferito che il “buono pasto” fosse spendibile subito. L’unica pecca davvero grave secondo me è la condivisione del percorse con le auto nella seconda parte, oltre che fastidioso per gli scarichi, a tratti anche pericoloso.

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