Oct 092016
 

VimercateNon si può certo dire che manchi la scelta: oggi ci saranno percorsi per tutti i gusti, da sei a trenta chilometri. E così partiamo decisi verso Vimercate, io per un 6+22 e Miki per i 17. Dopo qualche difficoltà a trovare parcheggio, le operazioni di iscrizione si svolgono velocemente se si eccettua una poco convinta manfrina a proposito del certificato medico “Cosa devo chiedere a uno che fa 6+22?” risposta: “In teoria serve il certificato, ma lascia stare“. E poi, rivolto a me: “Sai com’è la nuova giunta è un po’ pignola, ma tanto poi facciamo correre tutti…“. Evviva il bel paese

Mi accorgo quasi subito di aver sbagliato abbigliamento: in pochi giorni siamo passati dall’estate all’inverno e la maglietta a manica corta oggi è un po’ azzardata, soprattutto pensando al forte raffreddore dei giorni scorsi. L’unico errore non è il mio abbigliamento, ma anche qualche segnalazione sul percorso: mentre infatti il GPS segna solo 3km vedo il cartello “ultimo km”. Ma come: non dovevano essere sei? Eppure sono stato attento a seguire le indicazioni… A quanto pare non sono il solo ad aver sbagliato e ci sono alcuni runner disorientati che se la prendono con chi presidia gli incroci. Per allungare il brodo, improvviso quindi un giro autogestito di un paio di km attorno all’area partenza/arrivo, dove approfitto anche dei bagni per un bisogno difficile da reprimere. Cominciamo bene… inizio a pensare che oggi sarà dura mantenere il passo necessario a definire la natura progressiva di questo allenamento. E a confermare questa impressione ci pensano i tratti di sterrato piuttosto scosceso (o almeno così sembrano ad un uomo da asfalto come me) e i brevi ma intensi strappetti in salita.

Sento freddo e per fortuna ad ogni ristoro non manca il the caldo, oggi davvero utile. Il percorso è piuttosto vario ma non particolarmente bello. A rendere interessanti alcuni passaggi ci hanno pensato i partecipanti ad un concorso di carrozze a cavallo che si teneva nella zona, piuttosto pittoreschi. Ho percorso un tratto affiancato ad una carrozza scambiando qualche battuta con il suo conducente che ironizzava sul fatto che andassimo alla stessa velocità nonostante lui potesse contare su otto zampe e io solo su due gambe. Attorno al ventesimo km raggiungo Miki (al suo 14°) che procede inesorabile col suo passo tranquillo. Un po’ la invidio per il fatto di essere quasi arrivata.

A causa di fatica, freddo e problemi intestinali, gli ultimi 8km sono piuttosto duri, anche se riesco a non far crollare il ritmo. Alla fine, pur non rispettando la progressione, riesco a portare a casa anche questi 28km e sono davvero contento visto che solo sei settimane fa sarebbe stato assolutamente impensabile.

Ristoro finale senza infamia e senza lode. Avrei gradito un piatto caldo, ma non era previsto.

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