Feb 202017
 

Il mio nuovo GPS

Un anno fa di questi tempi mi chiedevo se il 2015 appena concluso fosse stato un anno particolare, un episodio isolato, un incidente di percorso, un’anomalia statistica, oppure… se fossi di fronte all’inizio dell’inevitabile declino. La risposta inequivocabile è arrivata durante il 2106: tre maratone corse abbondantemente sopra le quattro ore sono la conferma eloquente non solo del declino, ma di un vero e proprio crollo. Vado talmente lento, che se continuo così dovrò presto sostituire il Garmin con una capiente clessidra.

L’ufficialità di questa situazione l’ho trovata nella tradizionale Maxiclassifica ora disponibile in edicola. I numeri non lasciano spazio ad interpretazioni: ho concluso il 2016 al  23.421° posto (su 32.704) perdendo più di 9.000 (Novemila!) posizioni rispetto al 2105, e finendo peggio che nell’anno di esordio.  Il rapporto col numero totale di partecipanti è ugualmente impietoso.

Se si guarda la classifica di categoria, le cose sostanzialmente non cambiano: finisco al 3.840° posto (su 5.515) tra gli M50, con oltre 1.700 posizioni perdute rispetto all’anno scorso.

 

Desolante anche l’andamento del Finish Time medio annuale, che nel 2016 si impenna a livelli mai visti.

Che dire? I numeri sono così chiari che ogni ulteriore commento sarebbe superfluo. Inutile recriminare, guardando ai risultati (peraltro modesti) degli anni passati con occhi nostalgici. Molto meglio prendere atto della mia nuova condizione e guardare avanti con la consapevolezza che la priorità rimane – ora più che mai – quella di divertirmi senza assilli cronometrici.

Si ricomincia tra una settimana a Carrara!

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