Oct 082017
 

Mi era capitato altre volte di usare questa fatidica frase prima di una maratona, ma la situazione era ben diversa. Si trattava infatti di gare alle quali mi presentavo in stato di forma non ottimale, e l’eventualità di camminare era riferita solo agli ultimi chilometri in caso di una crisi importante. Ora invece, visto che con la sciatica di correre non se ne parla proprio, mi sono messo il cuore in pace e la frase si è trasformata in “A New York si va per camminare” 

Che è tutt’altra cosa… 

Prima di tutto: ma quanto tempo ci vuole per camminare una maratona? Facendo alcuni rapidi calcoli, ho scoperto che andando a 9’00″/Km (cosa non del tutto scontata) ci vogliono quasi sei ore e mezza: un’eternità. Ma comunque, entro il tempo limite, e quindi va bene. Sempre che non mi spacchi prima…

Secondo punto: anche per camminare serve allenamento. Non si parla di VO2Max, di lattato o di “fare il tempo”, ma molto più semplicemente di esercitare il corpo a sostenere per lungo tempo un movimento al quale non è del tutto abituato. Le meccaniche di corsa e cammino sono infatti molto diverse e sollecitano l’apparato muscolo-scheletrico in maniera differente. La prova l’ho avuta settimana scorsa: dopo un’uscita di soli 7km avevo bisogno di un trapianto del bacino. Ma come diavolo fanno i marciatori?? Forse la soluzione potrebbe essere inserire dei tratti di corsa leggera per alternare le parti del corpo coinvolte, ma così facendo c’è la possibilità di risvegliare il nervo sciatico con le conseguenze del caso. Boh…  

Capitolo abbigliamento: ho corso maratone in ogni clima, e so benissimo come affrontare le varie situazioni. Ma per camminare quarantadue chilometri cosa diavolo bisogna indossare? Se fossimo in estate, non ci sarebbero problemi: canotta e via. Ma a New York all’inizio di Novembre potrebbe essere freschino, e magari anche ventoso. Se poi – come mi piacerebbe fare – dovessi alternare la camminata con tratti di corsa, sarebbe anche necessario gestire due temperature d’esercizio e livelli di traspirazione molto diversi nelle fasi alterne. E quindi? Mi vesto a cipolla come suggeriscono le nonne? Oppure mi porto l’intero guardaroba e mi cambio alla bisogna? Difficile, visto che non sono permessi zaini. Anche qui, boh….

L’aspetto psicologico sarà forse il più arduo da gestire. A preoccuparmi non è la noia mortale implicita in una camminata di oltre sei ore: sarò in compagnia di oltre 50,000 partecipanti, attraversando le strade di una metropoli in festa con due milioni di spettatori. Sarà davvero difficile annoiarsi. Quello che invece mi impensierisce è la mia capacità di mordere il freno. Stamattina ho fatto un test di camminata (a proposito: 20km in 2h522, bene!) e ad ogni sorpasso subito (parecchi) ho trovato davvero difficile resistere alla tentazione di correre per riprendere gli inconsapevoli fuggitivi. Alla fine, ho ceduto alla tentazione e ho corricchiato per l’ultimo chilometro, sperando di non aver fatto danni. A N.Y. riuscirò a contenermi?

Indovinato: Boh… 

 

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