Dec 262017
 

Nel guardarmi alle spalle per giudicare l’anno che sta finendo mi sento un po’ come il bambino della foto: questo 2017 è stato mezzo vuoto o mezzo pieno? Non è facile rispondere, ma ci voglio provare.

Dopo un 2016 ricco di chilometri ma con poche soddisfazioni, questo mio decimo anno di corsa era cominciato in modo incoraggiante: una maratona (Carrara) conclusa con un risultato dignitoso sebbene preparata in modo approssimativo. La maledetta pubalgia era sotto controllo, non guarita del tutto ma gestibile. E allora ci ho dato dentro, correndo parecchio e portando le uscite settimanali da tre a quattro. Poco importa se, a fronte di un aumento della quantità (nei primi sette mesi una media mensile mai vista di 194km) non è corrisposta altrettanta qualità, come del resto dimostrano altre due maratone deludenti: Rimini e Stoccolma.   

Poi a fine Agosto, la svolta negativa. Mentre la preparazione per New York procedeva alla grande sono cominciati i guai: dolori bloccanti apparentemente non correlati alle uscite, terapie inefficaci, costose visite specialistiche, esami che manco al CERN, e infine l’amara scoperta di avere un’ernia discale piuttosto brutta. Risultato: due mesi di stop quasi totale (se si escludono le camminate) perdita totale della condizione (che già non era granchè) e tanta rabbia. Alla fine sono riuscito in qualche modo a concludere New York, per poi dedicarmi alla riabilitazione. Nella sventura, ho avuto la fortuna di trovare due professionisti seri (Osteopata e Fisioterapista) che con i loro trattamenti e tanti ‘compiti a casa’ sono riusciti a rimettermi in condizione di correre, sebbene con molte cautele. Ora sono gradualmente tornato a fare senza problemi 15km: la strada per tornare a correre (non camminare!) una maratona è ancora lunga e in salita, ma sono fiducioso per la mia prossima major a fine Aprile.

Quindi, tirando le somme… sebbene sia stato il terzo anno consecutivo senza PB, e nonostante abbia visto l’insorgere dell’ennesimo problema fisico, non mi sento di buttar via del tutto questo 2017. Ci sono state comunque cose positive, prima tra tutte la consapevolezza di saper reagire in modo positivo ai problemi.

Riparto da qui per affrontare il 2018. Senza fare troppi programmi, senza darmi obiettivi ambiziosi. Solo con la mia voglia di continuare a correre, per il piacere di farlo.

 

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