Foia

Aug 182017
 

Nella sua breve ma intensa esistenza mi ha accompagnato in giro per il mondo totalizzando oltre 6,500Km. Non mi ha mai tradito, registrando fedelmente i miei successi e le mie disfatte. Con lui ho stabilito i miei attuali Personal Best sia in Maratona che nella Mezza. Con lui ho corso la mia prima (e forse unica) Ultramaratona. Con lui sono entrato nel tunnel del calo prestazionale dal quale sto lentamente tentando di riemergere.   

Ma perché ne sto parlando come se fosse morto? In realtà il fedele Forerunner 910XT gode ancora di ottima salute, eppure l’ho mandato in pensione senza fare troppi complimenti per passare ad un modello più evoluto di cui non avevo assolutamente bisogno. 

È inutile trovare scuse puerili: da qualunque aspetto lo si osservi, il mio comportamento è indice del più irrazionale consumismo, un raptus improntato al feticismo della merce teorizzato da Marx e dettato da quella logica del “consumo quindi sono” così contraria ai miei principi.

Eppure è successo, e ora sono il felice possessore di un ipertecnologico e coloratissimo Forerunner 935 che analizza ogni aspetto delle mie uscite con precisione e rigore degni del CERN. Ora so con esattezza quanto sono lunghi i miei passi, conosco la loro frequenza, l’oscillazione verticale, la mia Vo2Max e tante altre informazioni fondamentali. Ha il metronomo, la bussola, il cardiofrequenzimetro, l’altimetro barometrico, Apps e Widgets a volontà: non vedo l’ora del prossimo aggiornamento che introdurrà l’esame delle urine e l’ECG a 12 derivazioni.   

Solo una cosa non sa fare: correre al mio posto.

Jul 312017
 

Odometer-vintageAncora oltre quota duecento: è già la terza volta in questo strano 2017. Non si tratta di un record (nel 2011 avevo totalizzato 211km) ma i 204.2Km del mese che si conclude oggi ne fanno il mio secondo miglior Luglio di sempre.

Un record eguagliato è invece quello del numero di uscite: diciassette, raggiunto in precedenza soltanto una volta l’anno scorso. La distanza media è scesa a 12Km, ma è comprensibile se si pensa che non sono mai andato oltre i 20, mentre il passo medio è leggermente migliorato passando a 5’22″/Km

Nessuna gara nel mese, di alcun tipo.

Raggiunta nell’anno quota 1.337km, quasi 200 oltre la media degli ultimi sette anni.

E il mese prossimo si torna a fare sul serio: comincia il lungo avvicinamento a N.Y.

Jun 302017
 

Odometer-vintageDopo Aprile e Maggio, anche questo mese ho fatto il record: con 206Km è stato di gran lunga il miglior Giugno di sempre (al massimo ero arrivato a 162, con una media di 140 negli ultimi sette anni) 

Le uscite sono state sedici, con una lunghezza media di 12,9Km. Tuttavia, se non si considera la Maratona di Stoccolma, la media scende a 10,9 confermando il trend negativo di questo periodo. Il passo medio è ulteriormente peggiorato, scendendo a 5’33″/km un dato che non è possibile giustificare solo con il clima.

Oltre alla già citata maratona, due tapasciate (Solaro e Cesano Maderno) all’insegna del caldo afoso. 

La prima metà dell’anno si conclude con 1.133Km con quasi 50km di vantaggio rispetto alla media degli ultimi sette anni.  Raggiunta quota mille il 9 Giugno, solo due giorni dopo il record del 2015 

Jun 182017
 

Dopo la torrida esperienza di Solaro, la voglia di starcene a casa era davvero grande. E invece eccoci qui per questa altrettanto inedita tapasciata. Inedita solo per noi, visto che è ormai giunta alla trentesima edizione. La giornata – sebbene calda – è ventilata, e siamo arrivati prestissimo, in modo da partire prima che si scateni il caldo. Peccato che la fila al banco delle iscrizioni sia lunghissima e la temperatura salga di minuto in minuto. 

Ma è proprio grazie alla fila che incontro del tutto casualmente la mia collega Nadia che è in fase di ripresa da un lunghissimo infortunio. Corriamo insieme i primi sette chilometri, poi lei si deve quasi fermare per un dolore al polpaccio e ci salutiamo. Il percorso è molto bello, per la maggior parte all’ombra e con lunghi tratti nel bosco. Ma oggi proprio non ho voglia di soffrire e me la prendo comoda, camminando quasi tutte le salite e fermandomi con calma a tutti e quattro i ristori. 

Al decimo km c’è il bivio tra i percorsi da 17 e da 21: l’orgoglio vince sulla fiacca e prendo per quello lungo. E meno male, visto che la parte più bella è nella seconda metà. Peccato solo per un problema di attrito al piede sinistro (mai successo!) che segna gli ultimi cinque chilometri. Fortunatamente non si è formata la vescica, ma ci sono andato molto vicino. Al traguardo super ristoro nella cornice di palazzo Arese Borromeo, con ottima pasta all’amatriciana, e la damigiana di vino “alla spina” che non può mancare nelle gare organizzate degli alpini.

In estrema sintesi: bella manifestazione, promossa a pieni voti e con un solo punto da migliorare: i tempi di attesa all’iscrizione. L’anno prossimo ci torniamo sicuramente.

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